“L’Italia deve essere quella per cui ci facciamo sentire non per logiche vendicative, noi non facciamo le bizze, ma chiediamo più Europa“. Matteo Renzi, al teatro Bibiena di Mantova per la cerimonia di apertura di ‘Mantova capitale italiana della cultura 2016’, parla di Europa, al termine di una settimana di alta tensione tra Roma e Bruxelles. “Gli altri 27 Paesi non hanno paura a difendere il proprio interesse nazionale e io di certo non rinuncerò – continua – a difendere l’interesse nazionale. Non penso che per essere credibili in Europa si debba sempre dire sì alle richieste degli altri”.  E guardando all’Italia aggiunge: “Se il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sia l’anno dei valori. L’Italia torni a chiedere valori all’Europa“, auspicando che il nostro Paese occupi un posto “che sia quello di guida di un’Europa non fatta di numerini ma degli uomini e delle donne”.

Il presidente del Consiglio poi interviene nuovamente su Schengen, e ribadisce che, chi ritiene che questo e la chiusura della frontiere siano i veri nodi da risolvere, “non solo fa un passo indietro, ma tradisce l’idea di Europa“. Centrale nell’intervento del premier anche il no alla paura che il terrorismo cerca di portare e contro cui il vero antidoto è “la cultura”.

Parla anche dello sblocco del patto di stabilità, “una misura che avrà un effetto sostanziale sulle amministrazioni locali. Credo – aggiunge – che nell’arco del 2016 almeno due miliardi di euro saranno sbloccati dai vincoli assurdi” del patto. “Questo cammino con sindaci, autorità del territorio e cittadini non è tour turistico, ma è desiderio di dire a noi stessi che il ruolo dell’Italia oggi è affermare una risposta possibile alla crisi che il nostro tempo sta vivendo. Il patto di stabilità porterà a 20 milioni di investimenti – precisa il presidente del Consiglio – questa manovra è forse sottovalutata ma porterà i risultati migliori, se c’è misura che avrà effetto di sostegno alla crescita italiana sarà quella legata al patto di stabilità”.