Un cittadino di nazionalità belga e di origine marocchina è stato arrestato il 15 gennaio ad al Mohammadiya, a 30 chilometri a sud Casablanca, perché considerato “direttamente legato” agli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre. Le autorità di Rabat hanno soltanto diffuso le iniziali, “J.A”, ma la procura federale belga ha dichiarato che si tratta di Gelel Attar, 26 anni. Inoltre, secondo il sito francese Info M6, che aveva diffuso la sua identità assieme ad una sua foto con il capo scoperto e una folta barba scura, Attar era vicino a Chakib Akrouh, il kamikaze che si è fatto saltare in aria in un appartamento di Saint Denis il 18 novembre, dove è stato ucciso Abdelhamid Abaaoud, considerato la mente degli attacchi di Parigi. Il corpo di Akrouh è stato identificato solo pochi giorni fa.

Attar, spiega il ministero dell’interno del Marocco, ha combattuto in Siria con il Fronte al-Nusra e si è poi unito allo Stato islamico. Era “andato in Siria con uno degli attentatori kamikaze di Saint Denis” ed era molto vicino ad Abbaoud. Dopo la Siria, il terrorista è andato in Turchia, poi in Germania, per soggiornare poi in Belgio, prima di tornare in Marocco passando dai Paesi Bassi. Il sito marocchino Le360, considerato vicino al palazzo reale di Rabat, afferma che l’uomo è stato arrestato a nella casa della madre. La donna si trova però in questo momento in Belgio, mentre il padre del sospetto è deceduto. Attar viene descritto da questo sito come un celibe di meno di 30 anni che prima di radicalizzarsi vendeva orologi contraffatti.

Nato a Bruxelles, Attar era stato condannato in contumacia a cinque anni di carcere lo scorso luglio in Belgio per partecipazione a gruppo terroristico. Nello stesso processo erano imputati anche Abaaoud e Akrouh, anche loro assenti. Attar e Akrouh erano partiti assieme per la Siria, ma il primo era tornato in Belgio nel 2013. A giugno di quell’anno era partito per il Marocco.
Al momento non è chiaro se Attar abbia avuto un ruolo negli attentati di Parigi. Si ignora se potrà essere estradato in Belgio, dato che ha anche la nazionalità marocchina. I servizi di Rabat hanno aiutato due mesi fa gli inquirenti francesi a rintracciare Abaaoud, intervento per il quale sono stati ringraziati da Parigi.