Hosni Mubarak aveva prelevato circa 16 milioni di euro da fondi pubblici per utilizzarli per “ristrutturazioni dei palazzi presidenziali”. Per questo motivo, secondo quanto riferisce il giornale al-Ahram, è stata confermata dalla Corte di Cassazione egiziana la condanna per malversazione all’ex presidente e ai i due figli Amaa e Gamaal. In particolare, i soldi rubati dalle casse statali sono stati poi usati per abbellire diverse ville appartenenti alla famiglia di Mubarak sulle spiagge di Sharm el Sheik, costruire un’ala di un palazzo riservata alla nascita di una nipotina, ammobiliare uffici di lusso destinati anche alla moglie Susanna, comprare elettrodomestici e perfino pagare le bollette.

L’accusa era stata già inflitta il 9 maggio 2015, sentenza allora non accettata dall’ex rais che aveva deciso di fare ricorso. I tre non saranno comunque incarcerati in quanto hanno già scontato la pena in detenzione cautelare, ma dovranno pagare un’ammenda di circa 14,6 milioni di euro. L’ex leader è recluso in un ospedale militare e i due figli sono stati scarcerati lo scorso ottobre. Inoltre per il 21 gennaio, quattro giorni prima del quinto anniversario delle proteste popolari contro il regime dell’ex presidente, è atteso un altro verdetto della Corte nell’ambito del processo a carico dell’87enne per l’uccisione di manifestanti durante le rivolta del 2011 contro il suo governo.