Dopo le aggressioni avvenute a Colonia a Capodanno, la Slovacchia non vuole più accogliere profughi musulmani. Il capo del governo Robert Fico non usa mezzi termini parlando delle violenze avvenute nella città renana: “Non vogliamo che accada anche in Slovacchia qualcosa di simile a quel che è successo in Germania“. Il caso delle molestie sessuali, furti rapine e almeno uno stupro, avvenute nella notte di San Silvestro nella città tedesca continua a generare tensioni. Il multi-culturalismo è “una finzione”, dice Fico, che ha fatto dell’immigrazione un elemento chiave della sua campagna elettorale in vista delle elezioni parlamentari del 5 marzo. Il suo governo, inoltre, ha presentato ricorso contro il piano della Commissione Ue che prevede quote obbligatorie per redistribuire sul territorio europeo 120mila richiedenti asilo. “Non solo rifiutiamo le quote obbligatorie – ha precisato – ma non prenderemo mai una decisione volontaria che porti alla formazione di una comunità musulmana unificata in Slovacchia“.

Il dossier della polizia e le denunce – Intanto le indagini proseguono per l’identificazione di tutti i responsabili. E nel rapporto della polizia di Colonia, pubblicato in esclusiva dalla Bild, ci sono anche le dichiarazioni provocatorie di alcuni migranti. “Sono siriano – ha detto un uomo che compare nel report – dovete trattarmi bene, mi ha invitato Frau Merkel“. Un altro straniero, stracciato il permesso di soggiorno “con un ghigno”, viene citato dalla polizia così: “Non puoi farmi niente, ne prendo un altro domani”. Il caos e il clima di violenza avrebbero potuto “anche provocare dei morti” secondo l’informativa della polizia. Nel documento si descrivono fra l’altro gli attacchi con bottiglie molotov e oggetti contundenti contro la polizia da parte di persone di origine straniera, e viene registrata l’”impossibilità” di identificare gli aggressori delle violenze denunciate da donne in lacrime a fatti ormai avvenuti.

Allo stato sono 121 le denunce di aggressione, mentre il numero dei sospettati sale a 16. I presunti responsabili dei reati più gravi non sono ancora stati identificati per nome, ma sarebbero chiaramente riconoscibili attraverso immagini video. Due terzi delle denunce riguardano anche molestie sessuali, in due casi si tratta di stupro. Per vittime e testimoni oculari gli aggressori erano per lo più di origine nordafricana e araba.

Violenze anche ad Amburgo, Zurigo e Salisburgo – Ma non c’è solo Colonia. Nella stessa notte, anche ad Amburgo altre donne sono state aggredite, derubate e molestate. Settanta le denunce presentate e in 23 casi le vittime delle aggressioni hanno riferito di essere state anche derubate. Due le denunce per lesioni. Segnalazioni e denunce anche a Stoccarda. A conferma che quanto avvenuto l’ultima notte del 2015 potrebbe essere stata un’operazione coordinata. Che non ha riguardato solo la Germania: sei donne sono state aggredite a Zurigo la notte di Capodanno dopo essere state circondate da gruppi di uomini. Responsabili, riferisce la polizia, sarebbero “diversi uomini dalla pelle scura”. Stessa dinamica ma nessun collegamento verificato anche a Salisburgo, in Austria, dove sono avvenuti almeno cinque incidenti a causa di aggressori che provenivano da Siria e Afghanistan. La polizia ritiene che il fatto che le denunce siano giunte così tardi deriva dal fatto che le vittime sono state incoraggiate a raccontare dopo che sono emerse le notizie dei fatti avvenuti in Germania, a Colonia e Amburgo.

Sulla questione è intervenuta anche Angela Merkel: “Quello che è accaduto nella notte di San Silvestro è assolutamente inaccettabile“. “Si tratta di fatti ripugnanti e criminali, che la Germania non accetterà” ha detto Angela Merkel in conferenza stampa col premier romeno. Lo Stato, secondo la cancelliera, ha il dovere di reagire con la risposta giusta, agendo se necessario “sul piano di modifiche giuridiche o sul fronte della presenza della polizia”. Se emergesse che fra i responsabili ci sono anche dei richiedenti asilo, secondo il ministro della Giustizia Heiko Maas, questi potrebbero essere espulsi.