top11 2015

“Ho sempre voluto fare questo: il portiere e nient’altro”. Sembra il saluto di un glorioso estremo difensore sul finire della carriera, il congedo dai campi da gioco di un campione che ha appeso i guanti al chiodo. E invece dietro queste parole si cela Gianluigi Donnarumma, un predestinato per tanti, una scommessa per Mihajlovic e portiere ideale nel nostro 11 emergente, preferito nell’occasione a Alex Meret (secondo di Karnezis all’Udinese) perché non è da tutti conquistare a 16 anni il posto da titolare – e mantenerlo – in una delle squadre più prestigiose d’Italia e d’Europa.

Al centro della difesa schiereremo Sebastiano Luperto (Napoli) e Anton Kresic (Atalanta) che ha “vinto” il ballottaggio con il palermitano Roberto Pirrello. Intelligenza tattica e prestanza fisica hanno aiutato il centrale azzurro (mancino, di origini leccesi) a timbrare il cartellino sia in A, sia in Europa League, mentre per il gigante croato Kresic (198 cm), difensore con il vizio del gol (forse retaggio del suo passato da attaccante), la massima serie è ancora un pianeta tutto da scoprire.

In estate Walter Zenga se n’è innamorato tanto da strapparlo alla sua Primavera e lanciarlo in serie A fin da subito. Parliamo del classe ’98 portoghese Pedro Pereira, arrivato in estate dal Benfica per arricchire il settore giovanile blucerchiato e che invece, grazie alle sue doti atletiche e tecniche, ha conquistato un posto tra i grandi. L’arrivo di Montella ne ha un po’ rallentato il minutaggio, ma il 2016 sarà un buon banco di prova per dimostrare di non essere stato un abbaglio del suo ex allenatore (calciomercato permettendo).

Minuti in calo anche per Davide Calabria (terzino destro naturale, adattabile a sinistra) al Milan. Dopo aver sfruttato più che dignitosamente le occasioni concessegli dal tecnico serbo, potrebbe ritagliarsi il suo spazio anche nella seconda parte di stagione, ripercorrendo le orme e mettendo pressione ai suoi compagni di reparto De Sciglio e Abate.

Nella nostra mediana non può mancare il classico mastino “recuperapalloni” da schierare davanti alla difesa e il bolognese Amadou Diawara può essere l’interprete giusto. Pescato in Lega Pro nel San Marino e oggi punto fermo del centrocampo rossoblu, il classe ’97 guineano molto probabilmente sarà uno dei pezzi pregiati del calciomercato estivo (difficile che il Bologna se ne privi già a gennaio) grazie alle spiccate doti fisiche e ad una personalità in campo non comune in un 18enne.

Davanti a lui un tris di centrocampisti che uniscono fisicità, duttilità, ma anche qualità: Assane Dioussè (Empoli), Luca Checchin (Hellas Verona) e Lorenzo Pellegrini.

Senegalese di Dakar, Dioussè ha trovato in Giampaolo un maestro e in Monteboro (quartier generale dell’Empoli) una famiglia dove crescere professionalmente e umanamente. Nell’ultimo periodo il suo utilizzo in campo ha subito un rallentamento, ma il 2016 è l’anno giusto per riconquistare la fiducia del suo mentore; Checchin, invece, il posto in prima squadra se l’è guadagnato sul finire dell’anno, complice anche la mediocre stagione del suo Hellas, che ha trovato in Luca una valida alternativa a centrocampo. E poi c’è Lorenzo Pellegrini, centrocampista scuola Roma che grazie a Di Francesco ha trovato spazio, gol e fiducia in Emilia. Un anno nuovo che per il numero 6 neroverde si preannuncia ricco di soddisfazioni.

Olivier Ntcham del Genoa è sicuramente un giocatore che farebbe comodo a molti allenatori, dato che può ricoprire diversi ruoli dalla trequarti in su, ma per la maglia di seconda punta nel nostro 11 emergente, ritengo altrettanto meritevole l’italiano – anche lui proveniente da Monteboro – Alessandro Piu, friulano d’origine, che coniuga con disinvoltura l’estro e il dribbling di un trequartista, con la velocità e la pericolosità in zona gol di una seconda punta.

Sono bastati appena 37 minuti di Roma e di Serie A a Sadiq Umar (distribuiti in tre scampoli di partita) per migliorare la media gol impressionante maturata nel campionato Primavera. Lo avevamo pronosticato qualche settimana fa, proprio alla vigilia del suo primo centro tra i professionisti: “Sadiq segna sempre”. E chissà che il 2016 non possa essere l’anno della sua consacrazione in una piazza importante come quella giallorossa, sfruttando il momentaccio di Dzeko e l’entusiasmo dei suoi 18 anni, sperando che la prossima sessione di calciomercato non rovini tutto.