I dirigenti dello Sporting Locri sono stati messi sotto scorta, una sorta di tutela che vigilerà l’abitazione del presidente Ferdinando Armeni e il palazzetto dove le ragazze solitamente si allenano. La misura di protezione è stata decisa dal prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino in attesa che il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si occupi delle minacce alla squadra calabrese di calcio a cinque femminile. Il Comitato si riunirà nei prossimi giorni quando il presidente dell’Asd Sporting Locri e gli altri dirigenti della squadra saranno sentiti dal prefetto e dai vertici delle forze dell’ordine.

Il provvedimento si è reso necessario dopo le minacce dei giorni scorsi quando alcuni biglietti sono stati lasciati sull’auto di Armeni “invitandolo” a chiudere la società e facendo riferimento anche a ritorsioni sulla figlia. Esasperato, il presidente dello Sporting ieri ha gettato la spugna annunciando che a fine mese ritirerà la squadra dal campionato di serie A. Sul sito della società compare la scritta “Chiuso per dignità”. Anche lo sport, quindi, si piega alle regole della ‘ndrangheta o comunque di chi da settimane sta creando un clima di paura attorno a una delle poche realtà positive della Locride.

“E se succede qualcosa, chi se la prende la responsabilità? – si domanda Armeni che è disposto a cedere anche gratis la società e il titolo – Non riesco a capire cosa vogliono dal momento che il nostro è solo un hobby, una passione per lo sport calcistico. Non è accettabile che si possa correre il rischio di poter essere colpiti anche nei nostri affetti più cari”. A sostegno dello Sporting, rivelazione del campionato di massime serie, è intervenuto il presidente del Coni, Giovanni Malagò secondo cui “Locri deve giocare. Il 10 gennaio voglio vedere le ragazze in campo. Lo sport italiano è al fianco della società Sporting Locri, dei suoi dirigenti, dei tecnici e soprattutto delle atlete che non devono assolutamente cedere a questi vergognosi gesti, intollerabili in un Paese civile. Sono a disposizione per qualsiasi iniziativa necessaria a far tornare le ragazze in campo”.

E se il presidente della Figc Carlo Tavecchio annuncia che porterà la nazionale di calcio femminile a Locri per testimoniare la solidarietà allo Sporting, sono le azzurre stesse che in una nota si schierano con le ragazze calabresi: “Portare la violenza e le minacce nello sport – è scritto in una nota – è di per se un fatto odioso e incivile. Quando poi vengono minacciate con metodi mafiosi giovani donne, che praticano uno sport già oggetto di attacchi sessisti e di pregiudizi, è un atto ancora più vigliacco. Siamo al fianco delle ragazze e della squadra, certe che riprenderanno a breve il loro impegno sportivo e sociale. Forza, ragazze!”.