“Il Califfato non è stato indebolito dai raid della coalizione“. A sette mesi dall’ultimo messaggio di maggio, il leader dell’Isis Abu Bakr Al Baghdadi torna a parlare. E in una registrazione di 24 minuti, spiega che i bombardamenti della coalizione internazionale e della Russia non hanno piegato l’autoproclamato Stato Islamico. Mentre in Siria proseguono i raid per smantellarlo, in Europa, a oltre un mese dalla strage di Parigi, è di nuovo allarme attentati. Ad avvertire le capitali Ue sono le autorità di Vienna: un messaggio ricevuto dall’intelligence di un paese amico il 24 dicembre parla di potenziali attentati con esplosivo o armi da fuoco fra Natale e l’ultimo dell’anno. La strage del 13 novembre e le storie degli attentatori coinvolti, intanto, continuano ad essere sulle prime pagine dei giornali in BelgioSe Salah Abdeslam rimane ancora il ricercato numero uno, emergono nuovi particolari su Bilal Hadfi, uno dei tre kamikaze dello Stade de France. De Morgen e Het Laatste Nieuws scrivono che gli insegnanti e il preside della scuola Annessens-Funck di Bruxelles avevano segnalato alle autorità che il ragazzo, 20 anni, si stava radicalizzando. Ma queste informazioni non sono mai arrivate al ministero della Giustizia.

Aumentano i controlli a Vienna – A seguito del messaggio ricevuto da 007 “amici”, la capitale austriaca ha deciso di rafforzare i controlli per l’ultima notte del 2015 nei luoghi dove sono previsti assembramenti di persone, inclusi i punti di interscambio della rete dei trasporti. Non ci sono però minacce specifiche su luoghi o tempi degli attacci, ha precisato il portavoce della polizia Christoph Poelzl all’agenzia di stampa austriaca. “Diversi possibili nomi di potenziali aggressori sono stati menzionati, nomi che sono stati controllati, e l’indagine basata su questi controlli finora non ha portato a risultati concreti”, si legge nel comunicato diffuso dalla polizia. Le nuove misure includeranno controlli di identità e maggiore attenzione a oggetti che potrebbero essere usati per trasportare esplosivi, come borse o “telai delle biciclette“.

Il messaggio audio di Al-Baghdadi: “Ebrei, la Palestina sarà il vostro cimitero” – Il leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, in un nuovo messaggio audio di 24 minuti, ha detto che bombardamenti non sono riusciti a indebolire il gruppo. “Il Califfato resta forte nonostante i raid”, ha spiegato, e ha invitato i suoi seguaci ad essere “fiduciosi che Dio garantirà la vittoria a coloro che lo adorano”. Perché “più intensa è la guerra contro” lo Stato islamico “più puro e duro diventa”. Nel corso del video ha anche minacciato Israele: si è rivolto agli ebrei, dicendo loro che “la Palestina non sarà la vostra terra né la vostra casa ma il vostro cimitero. Allah vi ha raccolto in Palestina perché i musulmani vi uccidano”.

Poi ha aggiunto: “Gli ebrei pensavano che avessimo dimenticato la Palestina e pensavano di essere riusciti a distrarre la nostra attenzione. Assolutamente no, non abbiamo dimenticato la Palestina nemmeno per un momento e con l’aiuto di Allah non la dimenticheremo. Presto, molto presto, avvertirete la presenza dei combattenti della Jihad’’. L’ultimo messaggio di Al-Baghdadi risaliva a maggio.

“La scuola di uno dei kamikaze di Parigi lo aveva segnalato alle autorità” – I quotidiani belgi De Morgen e Het Laatste Nieuws scrivono che gli insegnanti e il preside della scuola Annessens-Funck di Bruxelles avevano segnalato alle autorità che Bilal Hadfi, che si è fatto esplodere la notte del 13 novembre, si stava radicalizzando. Che sarebbe partito per la Siria, che dopo la strage di Charlie Hebdo aveva esultato e per questo era stato convocato dal direttore. Ma queste informazioni non sono mai arrivate al ministero della Giustizia. Sul caso, riportano i due giornali, la magistratura ha aperto un’inchiesta. Il ragazzo era noto all’Organo di coordinamento per l’analisi delle minacce del Belgio (Ocam) dal momento che compariva in una lista di 800 nomi segnalati per legami con la Siria.

I tentativi della direzione della scuola di avvertire le autorità “sono rimasti bloccati a livello di amministrazione”, nonostante i professori e la direzione avessero “espresso serie preoccupazioni sull’evoluzione di Hadfi”, riferisce il quotidiano belga Le Soir“Esprimeva regolarmente opinioni radicali in classe ed era stato invitato diverse volte a parlare con il direttore”, emerge dalle interviste al personale della scuola pubblicate dai quotidiani. 

Dieci giorni prima degli attacchi di Parigi la madre di Hadfi, in un’intervista, aveva espresso il timore che il figlio di 20 anni potesse “esplodere da un giorno all’altro”, riferendosi a lui come una “pentola a pressione”. Il giovane era partito per la Siria domenica 15 febbraio, all’improvviso, senza avvisare la famiglia, e aveva finto di partire per un viaggio in Marocco “per ricaricarsi” e andare a visitare la tomba del padre. Di nazionalità francese, Hadfi viveva da anni in Belgio con la famiglia, che aveva occupato una casa popolare nel centro di Bruxelles prima di trasferirsi in un’altra abitazione sempre nella capitale belga. Sono nove le persone arrestate in Belgio per presunti legami con gli attentati di Parigi del 13 novembre.