Mosca elimina il capo dei ribelli siriani. Il leader di Jaysh al Islam, uno dei più potenti gruppi di ribelli siriani, Zahran Aloush, è stato ucciso insieme a 13 persone tra cui 5 dirigenti del gruppo, in un raid aereo che ha preso di mira il quartier generale del gruppo nei sobborghi di Damasco. Lo riferiscono due fonti dei ribelli, aggiungendo che a bombardare sarebbero stati aerei russi. Jaysh al Islam, che conta su migliaia di combattenti addestrati, è il più grande dei gruppi ribelli attivi ed è considerato quello meglio organizzato. Di fatto gestisce la zona di Ghouta orientale, alla periferia di Damasco. Prima di fondare Jaysh al Islam, Alloush aveva fondato Liwa al-Islam con il padre Abdallah, salafita siriano che abita in Arabia Saudita. Alloush era ideologicamente in lotta con Stato islamico e al-Qaeda, promuovendo un’interpretazione più moderata dell’islam.

I ribelli riferiscono che Alloush è stato ucciso mentre stava tenendo una riunione con altri leader ribelli nella zona di Marj a Ghouta, che è stata oggetto di un assalto delle forze siriane nelle ultime settimane. La morte di Zahran Alloush, riferiscono le fonti, è un duro colpo per il controllo dei ribelli dell’area suburbana orientale di Damasco nota appunto come Ghouta. Gli esperti della difesa sostengono che lo scompiglio tra le forze ribelli potrebbe inoltre consolidare il controllo del presidente siriano Bashar Assad sul resto dell’area. Diversi leader ribelli sono stati uccisi da quando la Russia ha avviato una campagna di raid aerei in Siria il 30 settembre a sostegno del suo alleato Assad, nonostante Mosca sostenga che i suoi attacchi sono concentrati contro lo Stato islamico. Jaysh al Islam, che secondo fonti di intelligence occidentale ha fra 15mila e 20mila combattenti, è uno dei principali gruppi di ribelli che ha partecipato al recente meeting dell’opposizione siriana organizzato a Riyad con il sostegno dell’Arabia Saudita e dovrebbe negoziare con il governo di Assad nei colloqui di Ginevra.

Il successore di Zahran Allush è Abo Hammam al Bwaydani. Lo riferisce l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). Al Bwaydani è originario di Duma, roccaforte ribelle a una quindicina di chilometri a nord-est di Damasco.