“Scegli anche tu il peggior titolo di giornale”, dice il sito della Leopolda. La pagina Facebook ufficiale è ancora più diretta: “La top 11 delle balle contro il governo Renzi“. L’iniziativa della due giorni renziana contro la libertà di stampa è stata lanciata dal palco di Firenze tra battute, risate ironiche e gigantografie dei quotidiani: il nemico numero uno è il Fatto Quotidiano.

Per tutta la durata della manifestazione militanti e sostenitori potranno andare sul sito internet a votare quella che per loro è la “worst front page, ovvero la peggior prima pagina. Tra quelle selezionate dallo staff e presentate in video ai partecipanti della kermesse, 11 sono del Fatto Quotidiano, 4 di Libero e una del Giornale. In testa, a poche ore dall’inizio della competizione, c’è Libero con “Immigrati in cattedra e lezioni all’asilo”, subito dietro il Fatto Quotidiano con “Le grandi riforme: insegnanti deportati e Jobs act fuorilegge”.

Video di David Marceddu e Giulia Zaccariello

 

Sulla pagina Facebook le stesse immagini sono rilanciate con un post dal titolo: “La top 11 delle balle contro il governo Renzi”. Rimane misterioso il perché molti dei titoli del Fatto citati siano una balla: ad esempio “E’ Landini l’antirenzi” (il segretario della Fiom a giugno scorso ha lanciato la ‘coalizione sociale’ e rivolgendosi al premier ha detto: “Si preoccupi di cosa c’è fuori e dentro il Pd”); poi “Fiducia sull’articolo 18, Renzi distrugge la sinistra” (il Senato ha votato la fiducia al Jobs act a dicembre 2014); ma anche “Il Parlamento ignora Re Giorgio e Renzi fa il patto di governo con B.” (da gennaio 2014 a febbraio 2015 Renzi e Berlusconi hanno stretto un accordo per le riforme e votato insieme numerosi provvedimenti, dal Jobs act al ddl Boschi); e infine “Pd panico Grillo” (poco prima delle Europee 2014 i sondaggi davano il M5S a 2\4 punti percentuali di distanza dal Partito democratico) .

Su 16 prime pagine messe alla berlina, la maggior parte sono del Fatto Quotidiano, il giornale già indicato come nemico pubblico numero uno dal ex governo Berlusconi. Cambiano i toni, ma il concetto è sempre lo stesso: la politica al governo non gradisce mai i media che non sono allineati al potere. “Travaglio è un diffamatore professionista”, disse Silvio al direttore del Fatto durante la puntata di Servizio Pubblico. Ma non solo. I sostenitori dell’ex Cavaliere a un comizio del 2013 in via del Plebiscito a Roma dicevano: “Il Fatto è monnezza a partire da Peter Gomez fino a Marco Travaglio. Venduti alla sinistra, faziosi, se li incontro per strada gli mangio il cuore“.

La modalità di voto online scelta dal Pd di Renzi ricorda l’iniziativa lanciata dal blog di Beppe Grillo “il giornalista dell’anno”. Nell’agosto 2014, dopo le varie rubriche “il giornalista del giorno”,  gli utenti avevano potuto scegliere tra una lista di 37 firme tra cui incoronare “colui che si era distinto per il suo livore prezzolato”.

Sull’argomento è intervenuto il sito d’informazione Valigia Blu che ha ripreso il commento del giornalista Fabio Chiusi. “È tutto molto simpatico, naturalmente: risatine, ironie, ficcanti battute sulle contraddizioni in pagina (evidenziate anche tra testate diverse, ma che importa, fa tutto propaganda), e un bel voto online sull’apposito sito con tanto dell’ormai usuale inglese-a-caso (“Worst Frontpage”). Riuscite a immaginare che sarebbe successo se l’avesse fatto uno qualunque tra Berlusconi, Salvini o Grillo, vero? Ecco, oggi nessuno fiata. E Saviano sbaglierebbe a denunciare il clima orribile di autocensura e conformismo che si è creato in questo paese? Io non lo credo affatto”.

In serata è arrivato anche il commento del senatore della minoranza Pd Miguel Gotor: “Trovo sbagliato che il presidente del consiglio, ossia il detentore del potere esecutivo, metta alla berlina alcune testate giornalistiche, quelle che criticano i provvedimenti del governo. Forse tra una Leopolda e un’altra si stanno perdendo con troppa leggerezza, e un eccesso di indifferenza dell’opinione pubblica, senso delle proporzioni e del proprio ruolo istituzionale”.