Ventinovesima fumata nera. Poco più di 24 ore dopo l’ultimo flop, il Parlamento fallisce ancora una volta nel sostituire i tre giudici della Corte costituzionale. Nessuno dei candidati della terna Barbera-Sisto-Nicotra ha raggiunto il quorum di 571 preferenze. 819 i votanti, 52 in meno rispetto alla riunione dell’Aula di martedì primo dicembre. Barbera scende a 504, ieri era a 545, Sisto 493, ieri 527, mentre la new entry centrista Ida Nicotra si attesta a 427. Calano le preferenze anche per il candidato dei 5 Stelle, Franco Modugno con 136 voti, venti in meno rispetto a ieri. Unico a salire Gaetano Piepoli che raggiunge quota 100, mentre ieri si era fermato a 80.

Il Pd nel tardo pomeriggio ha lanciato Ida Angela Nicotra per sbloccare la partita. Dopo il ritiro del presidente dell’Antitrust PitruzzellaMatteo Renzi ha chiesto ai suoi di votare per la professoressa già membro dell’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone e già nominata da Enrico Letta per far parte della commissione dei saggi per le riforme nel 2013. Nicotra è stata anche candidata per il Pdl (politiche 2013) e membro della fondazione Magna Carta dell’ex Fi ed ex Ncd Gaetano Quagliariello. Nel suo curriculum compare anche la collaborazione con la fondazione Fare Futuro di Gianfranco Fini. E’ docente di diritto costituzionale all’università di Catania e in passato è stata consulente giuridico dell’Assemblea regionale siciliana. Gli altri due candidati erano Augusto Barbera e Francesco Paolo Sisto, proposti all’assemblea nei giorni scorsi già bocciati due volte. La terna aveva l’appoggio anche di Forza Italia, Area popolare (Ncd-Udc) e Scelta civica. Per l’Italia invece insiste per il deputato Gaetano Piepoli.

Durante il pomeriggio il Movimento 5 Stelle aveva tentato di trovare una mediazione con i democratici. Il deputato Danilo Toninelli aveva detto che se il Pd avesse mollato l’avvocato di Berlusconi e parlamentare Fi Sisto, sarebbe stato possibile aprire un tavolo di discussione. Renzi però, stando ai retroscena, non ha intenzione di portare un candidato grillino alla Consulta che, presumibilmente entro la fine dell’anno, dovrà valutare preventivamente la nuova legge elettorale. “Nonostante”, ha scritto su Facebook Toninelli, “la più che ovvia richiesta del M5S rivolta ai piddini di smetterla di votare l’avvocato di Berlusconi per tornare a dialogare con noi, hanno appena annunciato la nuova terna di nomi che voteranno stasera: Barbera, Sisto e Nicotra. L’ennesimo tentativo di spartizione delle poltrone. Per il bene del Paese auguriamo loro di ‘schiantarsi’ anche stasera”.

La Lega Nord ha continuato a votare scheda bianca e ha attaccato i grillini: “Al mercato della Consulta”, ha detto il capogruppo Fedriga, “stringono l’accordo con il Pd: è l’altra faccia del Movimento 5 Stelle. Così, dopo il patto del Nazareno nasce il patto di Giuda: ovvero di quelli che tradiscono i cittadini dicendo una cosa e facendo l’esatto opposto. Non sarebbe la prima volta: l’hanno fatto con il Csm, con la Rai e per l’elezione di Grasso al Senato”.