Sono incinta di 3 mesi. Se sarà maschio, chiamerò mio figlio Pietro. Monsignor Balda? Un verme, ha problemi psichiatrici, tutti dicevano che negli ultimi tempi era un travestito da prete”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de La Zanzara (Radio24) da Francesca Immacolata Chaouqui, la pr coinvolta nel presunto ruolo di ‘corvo’ nel caso Vatileaks 2. L’ex funzionaria del Vaticano, ora anche indagata assieme al marito dalla procura di Roma per induzione alla concussione e intrusione informatica a seguito di presunti ricatti a Silvio e a Paolo Berlusconi, si concede in una lunga intervista, in cui precisa: “Paura del carcere? No, è un sentimento che non conosco. Ho fatto 11 ore di arresto in Vaticano. Nessuna cella, ho dormito in una comunità di religiose in Vaticano. Ma se mi condannano, anche senza prove, e se questa è la giustizia vaticana, allora mi considero una martire e pretendo di scontare la pena. Non accetterò la grazia, mi ritengo prigioniero politico, o meglio una rifugiata politica nello Stato italiano. Mi consegnerò alle carceri vaticane col mio bambino. Mi auguro” – continua – “che la Santa Sede mi faccia scontare la pena perché devono assumersi la responsabilità di aver condannato una persona innocente. Ripeto: se mi condannano rimarrò in Vaticano, dovranno portarmi via in catene, vado io di mia spontanea volontà”. Chaouqui poi parla dell’altro ‘corvo’, Monsignor Balda: “Io a letto con lui? Ma l’avete mai visto? Non sono io né quelle che appartengono alla mia categoria le persone che interessano a lui. Non so se è gay, ma le donne non gli piacciono di sicuro. In quel suo memoriale è tutto falso, è un memoriale da pazzi. Ha scritto che io ero dei servizi segreti e che il mio puparo era Bisignani. In realtà, Bisignani è un mio amico. L’ho sentito in questi giorni, è una delle poche persone che spesso mi chiama non per sapere del processo, ma per chiedermi come stiamo io e mio figlio. Perché dovrei nascondere l’amicizia con lui? Io, a differenza di altri, non sono ipocrita”. La donna poi spiega la sua versione dei fatti, puntando il dito in particolare contro il difensore di monsignor Balda, l’avvocato Antonia Zaccaria: “Io non ho mai passato un documento riservato a Nuzzi e a Fittipaldi, Baldi sì, lo ha anche ammesso. Lui dice che era sotto mio ricatto? Beh, lo deve dimostrare. Anche Emiliano e Gianluigi dovranno difendersi dall’accusa di aver soggiaciuto a un ricatto. Il mio sms ‘scopa che ti passa’ era vero, ma era una battuta, lui era un monsignore particolare. Tra di noi, peraltro, c’era un rapporto di amicizia. Tutto il resto è falso. Gli avvocati di Balda fanno circolare delle veline, cioè le stampate di alcune chat ma alcune sono coperte col pennarello nero, ci sono dei pezzi cancellati. La storia su mia cugina è falsa, non ho nessuna cugina con quel nome”. Chaouqui poi racconta la fine dell’amicizia con il religioso: “Il nostro rapporto si è rotto a maggio, perché lui è un verme. Anziché comportarsi da persona seria e onorare il ruolo che rivestiva, non solo cazzeggiava coi messaggini, ma ogni sera partecipava a un concerto diverso, partiva e andava in vari alberghi a Torino, Verona, Bologna, usava macchine d’epoca, andava ad aperitivi, frequentava una cricca assurda di personaggi pazzeschi del mondo dello spettacolo. Quello che ho conosciuto prima era un genio delle finanze, poi non l’ho più riconosciuto tanto che a febbraio gli ho suggerito di sottoporsi a una perizia psichiatrica e lui andò a farsi visitare all’ospedale di Tor Vergata. Il suo vizio è la vanità, spendeva tanti soldi per fare acquisti, per oggetti vari”. E aggiunge: “Io spero che ritrovi la luce nella sua vita, non credo sia una persona cattiva, ma ha bisogno di una persona che gli stia vicino in questa fase”. La pr poi spiega le ragioni per cui frequentava assiduamente i giornalisti e preconizza: “Papa Francesco ha sicuramente creato in Vaticano una situazione assolutamente anomala. Determinati centri di potere sono stati completamente scardinati e hanno reagito. Adesso stiamo alla seconda fase della controffensiva. Scoprirete tra un po’ cosa succederà