I canti liturgici e dottrinali natalizi meglio tenerli lontani dalle iniziative della scuola. A censurare il repertorio musicale cristiano è ancora una volta un dirigente, Angelo Verdini, a capo dell’istituto comprensivo di San Lorenzo in Campo, un paese nelle Marche. Stavolta il Natale ha creato uno scontro tra lo storico coro, Jubilate, e la scuola. L’idea di far cantare ai bambini delle canzoni in cui si inneggia in maniera esplicita al “Redentore” e al “Salvatore” non è piaciuta a insegnanti e preside che hanno preferito declinare l’invito ad una collaborazione per un’esibizione prevista il 26 dicembre.

Il preside non ne vuol sapere di farsi propaganda e non ci tiene a finire al centro dei riflettori, com’è accaduto al collega di Rozzano, ma prova a fare chiarezza: “La corale ha chiesto alla scuola una collaborazione per un concerto in programma il 26 dicembre all’interno di una basilica. Noi avevamo già predisposto un evento denominato “Natale per tutti” con un intervento canoro il 22 mattina nella piazza del paese all’interno di una festa che viene fatta ogni anno”. Gli insegnanti da tempo avevano selezionato una serie di canti adatti a tutti i bambini, senza alcun riferimento religioso: L’albero di Natale, A Natale puoi, Bianco Natale, Questo è il Natale, Jingle Bells e Puoi cambiare il mondo.

“Inizialmente – continua Verdini – abbiamo pensato di poter ripetere anche il 26 dicembre quelle canzoni ma il coro ha proposto un repertorio con dei testi più dottrinali, più liturgici, che fanno esplicito riferimento non tanto al Natale come fatto culturale ma ad un Dio re del mondo. Gli insegnanti, pur non essendo dei laicisti ad oltranza, hanno avuto delle perplessità, hanno valutato con me il da farsi e insieme abbiamo preferito non partecipare come scuola al concerto del 26 dicembre”. Una scelta che ha irritato i dirigenti della corale e alcuni genitori che non hanno compreso la decisione di Verdini e degli insegnanti. Le prime scintille sono nate sui social network ma ben presto la polemica si è allargata a macchia d’olio coinvolgendo anche le istituzioni locali che hanno cercato di metter pace tra i due.

“La proposta non è stata accettata – si giustifica il preside – anche perché il 26 in quella basilica avrebbero cantato solo una parte dei nostri bambini. Purtroppo questa vicenda ora rischia di essere strumentalizzata. Lavoro da 35 anni nella scuola pubblica so che è importante il rapporto con il territorio ma ci tengo all’autonomia culturale e professionale dei miei insegnanti”.
Il preside teme che sia proprio qualche forza politica a cavalcare il dibattito nato tra la scuola e il coro fomentando la polemica. I ben informati non hanno perso occasione per sottolineare come dietro al gruppo musicale vi sia un esponente di Fratelli d’Italia. Intanto il 22 dicembre i 180 alunni dell’istituto comprensivo saranno in piazza a cantare le loro canzoni. E quattro giorni più tardi, il coro Jubilate, farà il suo repertorio, compresi i pezzi definiti dottrinali, con la presenza di bambini coinvolti al di là della collaborazione con la scuola.