Da poco uscito il primo album di Romina Falconi, non potete e non dovete perdervelo.
Se si è appassionati di musica, cioè, se il nostro approcciarci alla musica è mosso non solo e non tanto dal piacere di ascoltare quello che ascoltiamo, quanto dal piacere che l’idea stessa della musica porta con sé, non possiamo che gioire per quanto successo il 6 novembre.

Sì, perché pochi giorni fa è uscito il primo album di Romina Falconi, e questa è una bella notizia, senza se e senza ma. Romina Falconi è un nome molto noto a chi si occupa di musica. E lo è in virtù di un decennio trascorso in questo ambiente, un decennio in cui ha toccato con mano il Festival di Sanremo, nella sezione Nuove Proposte, ha girato l’Italia e il mondo al fianco di Eros Ramazzotti, nel ruolo di corista, ha partecipato a un’edizione di X-Factor, quella poi vinta dalla bella statuina Chiara, mettendo in mostra non solo le sue capacità vocali ma anche una personalità poliedrica, e soprattutto ha lavorato a più riprese al proprio album d’esordio. Verrebbe da citare la tela di Penelope, non fosse che non è stata certo una sua scelta quella di rimandare per ben dieci anni l’uscita del suo primo album.

Senza entrare nel dettaglio, perché qui si festeggia un traguardo raggiunto, non si sottolinea un passato non esattamente fortunatissimo, nel corso di questi dieci anni Romina Falconi da Tor Pignattara, Roma, ha lavorato a più riprese, con signori autori, musicisti e produttori, a album che poi, per una serie infinita di questioni più o meno musicali, non sono mai usciti. Chi scrive ha avuto il piacere di ascoltare almeno un paio di questi album, e va detto che, nel misero panorama italiano, sarebbero spiccati come diamanti in bigiotteria. Ma così è andata. Romina, una vera stakanovista del pop, non si è arresa, il che ha dell’eroico, e ha continuato a lavorare.

Le esperienze importanti fatte le abbiamo citate, non credo sia necessario tornarci su. Ha continuato a lavorare e, negli ultimi anni, ha cominciato a progettare un percorso che, finalmente, ha portato alla pubblicazione di Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio.

Per giunger a questo lavoro, negli ultimi anni, Romina si è legata, artisticamente, a Freak and Chic, la casa di produzione del valente Jacopo Levantaci, già al fianco di Immanuel Casto, e proprio la collaborazione con l’estroso cantautore bolognese è stato l’ultimo tratto di questo percorso. I tanti brani cantati insieme, nei lavori di Casto come nei tre EP che sono poi andati a comporre questo primo album, sono stata una tappa importante, fondamentale, anche col rischio di distogliere l’attenzione dell’ascoltatore dal progetto di Romina.

Perché Romina Falconi è una cantautrice, una che collabora con altri autori, certo, ma che si scrive le sue canzoni e ha una poetica molto precisa. Una poetica che era già presente in quei lavori mai usciti, più o meno messa a fuoco, e che ora esce in tutta la sua potenza. Romina è una donna dei nostri tempi, dura e fragile, con una immagine come, in Italia, nessuna cantautrice ha, neanche, per fare un nome, la centratissima Levante. Usa un linguaggio diretto, tagliente, senza sconti alla cassa, fatto che la pone un passo avanti rispetto alle sue colleghe, a fianco di nomi, capite l’iperbole, come Beyoncé, dura in un mondo di duri. Anche vocalmente, Romina, è da quelle parti lì, soul e R’n’B. Chiaramente questo album composto di venti canzoni, quelle contenute nei tre EP che hanno dato corpo al titolo, Certi sogni si fanno, Attraverso, Un filo d’odio più una manciata di inediti, è la summa di un percorso faticoso, che ha visto Romina non solo impegnata nella scrittura e co-produzione dei brani, ma anche lavorare ai video, all’immagine, ai concerti e alle serata in cui ha condiviso il palco con Immanuel Casto.

Oggi Romina si presenta con una immagine potente, quella di pin-up con la mannaia in mano, tutta sinuosa ma al tempo stesso spigolosa, una Anna Magnani in platino e pizzo capace di dire cose violente attraverso una voce R’n’B come dalle nostre parti se ne trovano poche. Ecco, voce calda, parole ruvide e dure, immagine potente, canzoni contemporanee. Giusto le produzioni non sono sempre all’altezza della potenzialità e della potenza dell’artista in questione, perché avremmo voluto sentirla cantare anche su basi un po’ più suonate, in alcuni casi.

Ma stiamo facendo le punte ai merletti. Romina Falconi ha fatto un ottimo lavoro, praticamente quasi da sola. Ha preso tutto il tempo che le serviva, si è rimboccata le maniche ed è partita per inseguire il suo sogno, anche senza l’odio. Solo da noi è possibile che un progetto del genere parta dal basso e non con i finanziamenti e la spinta di una major. Ascoltatevi la nostra Jenny from the block (nello specifico Romi from Tor Pignattara), poi continuate a seguire le gesta di Chiara o quella roba lì, contenti voi.