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“Caro Papa Francesco, ho 9 anni e vivo in Campania, in provincia di Napoli. Per questa volta invece di scrivere la lettera a Babbo Natale ho deciso di scriverla a lei”. Inizia così la missiva della piccola Concetta indirizzata a Bergoglio e raccolta, insieme a tantissime altre, nel bel libro “Letterine a Papa Francesco” (Gallucci) curato dalla vaticanista del Tg5 Alessandra Buzzetti. Si tratta di una vera e propria piccola antologia che racconta il pontificato di Francesco attraverso gli occhi puri dei bambini. Storie, disegni, poesie, parole e anche errori di ortografia che spiazzano il lettore sia per la loro semplicità, ma anche per la loro capacità di andare dritto al cuore dei problemi degli adulti e del mondo. Proprio su indicazione di Bergoglio, l’intero ricavato del volume sarà devoluto alla Fondazione dispensario “Santa Marta” per sostenere le cure per i bambini in difficoltà.

“Ho voluto parlarti della pace – scrive al Papa il piccolo Mauro di 9 anni dalla Sardegna – perché tu preghi, fai di tutto per evitare la guerra. Molti dicono che fanno la guerra per volere di Dio, ma è una stupidaggine”. “Le sere – racconta invece Giulia di 10 anni dalla Sicilia – quando mio padre torna da lavoro non capisco mai il perché ma si mette a urlare con mia madre e finisce sempre in un litigio e io vado nella mia camera a buttare tantissime lacrime. Io sono super sensibile. La mia vita non è bella. Io mi vorrei sempre sfogare. Io non mi fido di nessuno, solo dei miei genitori. Io vorrei essere una persona gentile sempre sorridente ed essere forte nei momenti di dolore”. Ma ci sono anche i bambini della quinta elementare di una scuola del potentino che a Bergoglio chiedono semplicemente: “Come si diventa Papa?”.

Più ardita Luzia dalla Spagna: “Il motivo della mia lettera non è altro che invitarti nella mia città, che tu già conosci. Sono certa che il nostro vescovo sarà contento di vederti. So che tu non avresti problemi di alloggio, nella casa della parrocchia di mio zio c’è posto e anche nella mia”. Ma Luzia poi si apre anche a una confessione: “Ora ti confido un segreto. Vorrei essere religiosa, vorrei essere una agostiniana e vivere nella comunità della conversione. Ho paura di dire questa cosa ai miei genitori. Questa cosa è balenata nel mio cuore quando avevo 10 anni, prima della Giornata mondiale della gioventù di Madrid. Da allora non parlo tanto con i miei genitori e non mi sento a mio agio con loro. Ho perso la fiducia e ho paura che mi chiedano delle cose a cui non so rispondere. Non so se quello che ti chiedo sarà possibile: che possa rispondermi a questa lettera e che mi dai un consiglio sulla mia vocazione”. E, infine, un disarmante post scriptum: “Ti mando 15 euro nel caso tu voglia rispondermi, altrimenti daglieli ai poveri”.

Meno diplomatica la piccola Giovanna che al Papa chiede: “Ma per i cani c’è il paradiso?”. Lucia, che scrive a Bergoglio da un santuario piemontese, ha le idee chiare: “Il mio grande desiderio è di vedere la Madonna. Secondo te cosa devo fare per vederla”? Massimo dalla Valtellina domanda a Francesco: “Farai come Papa Benedetto XVI?”. E poi aggiunge: “Ti supplico non morire!”. Paolo che scrive dall’Umbria, invece, ha un’altra curiosità: “Quando ti hanno eletto Papa eri emozionato o elettrizzato?”. Caterina dalla provincia di Bergamo domanda: “Ti piace essere osservato dal tg?”. Protesta, invece, Barbara da Genova: “Tu hai detto che i bambini non vanno castigati, ma mia mamma non lo vuole capire”. Adriana, 10 anni da una cittadina sull’Arno, reclama: “Ancora non ho ricevuto la confezione di ‘Misericordina’, ci terrei tanto ad averla. Scusa se ti ho disturbato ancora ma ho pensato che la prima lettera sia andata persa”. E poi c’è l’invito del piccolo Alessandro da Treviso: “Mi vieni a vedere al trofeo di rugby di Topolino?”. Sul calcio Marcello non ha dubbi: “Devi tifare Roma e nessuna altra squadra, soprattutto né Lazio, né Juve”.

Tra le letterine al Papa raccolte e catalogate da Alessandra Buzzetti non mancano nemmeno i drammi familiari. La piccola Manuela che scrive dalle colline venete racconta: “La mia mamma si è sposata, ma dopo si è divorziata con il mio papà. Alla domenica, andiamo a messa ma lei non può prendere il corpo di Gesù Cristo. Io ti chiedo un grande dono, quello di concedere alla mia mamma e a tutti i genitori divorziati la gioia di ricevere l’eucarestia. Il prossimo anno farò la prima comunione e mi piacerebbe tantissimo farla con tutti e due i miei genitori”. Per Marinella della Marella Bergoglio “sarebbe perfetto come sacerdote”. “Penso che abbiamo gli stessi gusti”, sottolinea, invece, Davide, 10 anni dalla Basilicata. E Vincenzo, 9 anni da Campobasso, ha le idee chiare: “Ho scelto di fare il Papa”.