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Ancora una volta è Amazon a dare un lieve scossa al mondo editoriale e della distribuzione: da una parte l’accordo con il quotidiano La Stampa dall’altro quello con Giunti per il ritiro degli acquisti online.

E oltreoceano la società di Jeff Bezos ha compiuto un altro importante passo: dopo 20 anni di online, all’inizio di novembre ha aperto a Seattle la prima libreria, definita nel comunicato stampa “un’estensione fisica di Amazon.com”. Una risposta del leader del commercio online al calo delle vendite degli e-book negli Stati Uniti?

A mio avviso, solo un modo di essere presente in forme diverse per soddisfare tutte le esigenze dei clienti e sfruttare al massimo tutte le opportunità. Non mi è giunta notizia di un’eguale iniziativa in Italia, ma l’intesa con Giunti va esattamente in questa direzione. I clienti possono ordinare su Amazon.it e ritirare i prodotti presso i punti all’interno di una delle 180 librerie Giunti al Punto.

E così torniamo agli accordi “made in Italy”.

Quando ho letto l’annuncio dell’intesa di Amazon con La Stampa, sul mio viso si è disegnato un grande sorriso e mi sono precipitata a leggere l’articolo pubblicato dal quotidiano di Torino. Conclusa la lettura il mio sorriso si è spento. Perché vi chiederete? È molto semplice e si può sintetizzare in una frase: niente di nuovo sotto il sole. Io mi ero illusa che da tale accordo potesse scaturire un modo nuovo di recensire i libri, o meglio, un’apertura anche nei confronti di quelle opere che generalmente i quotidiani non prendono in considerazione.

Sì, avete capito bene, sto parlando dei self-publisher, ovvero di tutti quegli autori che si auto-pubblicano e che vengono recensiti solo dai lettori o, quando va di lusso, dai blogger.

Attenzione, io apprezzo molto le recensioni dei lettori, forse più di quelle di tanti critici blasonati, però sono convinta che anche questi “signori”, che lavorano in giornali e riviste, dovrebbero dedicare un po’ di tempo anche alla lettura di opere degli indie. Sono sicura che resterebbero sorpresi nel vedere che non c’è solo “spazzatura” ma vi sono romanzi e saggi di buon livello. Ma questo lo vado ripetendo da anni, per il momento inascoltata, ma io non mi stanco di perorare la causa dei self-publisher.

Però voglio concludere con una notizia positiva: dal prossimo gennaio anche nella biblioteca di Tolmezzo sarà possibile prendere in affitto i libri digitali. La storica biblioteca civica del centro più importante della Carnia ha deciso di festeggiare i 50 anni di attività aprendosi al futuro: per il momento saranno solo 150 i titoli di e-book a disposizione dei lettori, ma sono destinati a crescere.