C’è chi, in cambio di una camera d’albergo, mette a disposizione la propria chitarra, chi accetta di dare una mano nell’orto e chi di portare in valigia qualche prelibatezza della propria terra. Il principio alla base dell’iniziativa, infatti, è solo uno: niente denaro. E per ripagare l’ospitalità ricevuta si offrono beniservizi. Funziona così la Settimana del Baratto, che quest’anno si terrà dal 16 al 22 novembre in tutta Italia. Inventata sette anni fa dal portale Bed and breakfast.it, vuole invogliare i turisti a viaggiare anche nei periodi di bassa stagione. Come? Offrendo ai visitatori italiani soggiorni a costo zero.

“Il meccanismo della Settimana del Baratto – racconta Lucia Nifosì, tra gli organizzatori della manifestazione – è semplice: ci si collega al sito dell’iniziativa, che raccoglie tutte e 2.500 le strutture che hanno scelto di partecipare a questa edizione, e si sceglie la località dove si desiderano trascorrere i propri giorni di villeggiatura. A quel punto, individuato il bed and breakfast in cui si vorrebbe alloggiare, è possibile consultare una lista dei desideri, cioè i beni o i servizi che i titolari della struttura vorrebbero ricevere in cambio del costo del soggiorno”.

L’iniziativa è nata per invogliare a viaggiare anche nei periodi di bassa stagione. Come? Offrendo ai visitatori italiani soggiorni a costo zero

Ad esempio, a Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro, il Bed&Breakfast Dei Vicoli cerca qualche musicista disposto a intrattenere per una sera gli ospiti, mentre la baita Stratos, a San Pietro in Casale, nel bolognese, vorrebbe ospitare “maghi, scrittori, attori, poeti, o chiunque abbia voglia di rappresentare la propria esperienza artistica”. Ancora, Rugapiana Vacanze, a Cortona, predilige ospiti disposti a donare qualche libro per arricchire la propria biblioteca, e il B&B Bassilla, nei pressi di Udine, cerca qualcuno che porti olio d’oliva e prodotti gastronomici della propria regione di provenienza. I proprietari del Fosso del Gallo a Pianacce (Teramo), invece, vorrebbero imparare a lavorare l’argilla, quelli del Piccolo Principe di Bieno (Trento), l’inglese, e a Terlizzi, nel barese, la preferenza va a chi condivide il proprio sapere sulla cucina. “Le richieste però sono flessibili, ci si può mettere d’accordo – precisa Nifosì – e in cambio di un soggiorno di qualche notte anche i viaggiatori possono fare le proprie proposte, sulla base di ciò che vogliono scambiare o di ciò che sanno fare”.

Gli esempi sono diversi. C’è la parrucchiera che si offre di fare la piega ai capelli degli altri ospiti del bed and breakfast in cui soggiorna, la maestra di ballo che si rende disponibile per chi volesse imparare il tango e l’architetto che consiglia i proprietari su eventuali lavori di ristrutturazione. L’elenco è lungo, e l’unico limite è la creatività.

C’è la parrucchiera che fa la piega agli altri ospiti, la maestra di ballo che insegna tango e l’architetto che dà consigli sulla ristrutturazione

“L’iniziativa piace molto ai proprietari di bed & breakfast – raccontano gli organizzatori della Settimana del Baratto – tanto che in Italia ci sono circa 800 strutture che offrono questo tipo di servizio anche durante il resto dell’anno, e non solo nel periodo dell’iniziativa. E piace anche ai visitatori. A essere apprezzata, infatti, non è solo la possibilità di viaggiare gratis in un momento storico in cui la crisi ha messo in difficoltà molte famiglie, costringendole a risparmiare su tutto ciò che può essere considerato superfluo, un qualcosa in più, ma anche lo scambio di professionalità che il baratto comporta”.

Uno dei principi su cui si basa la sharing economy, che tramite l’utilizzo della tecnologia, generalmente i social network, consente di ottimizzare le risorse attraverso la redistribuzione, la condivisione o il riutilizzo di beni e servizi in eccesso. E poi ci sono i rapporti umani. Come nel caso della social cooking, delle esperienze di couchsurfing o di soggiorno a casa di famiglie che mettono a disposizione le proprie camere per ospitare a pagamento connazionali o stranieri, vedi AirBnb, infatti, il baratto comporta un diverso livello d’interazioni umane, rispetto al semplice rapporto tra albergatore e viaggiatore. “Possiamo dire che negli anni quella dello scambio sia diventata una forma di vacanza vera e propria: non importa che il valore del servizio o del bene al centro del baratto siano uguali al prezzo del soggiorno, perché al di là di questo c’è la conoscenza reciproca, che alla fine comporta sempre un arricchimento personale”.

“Quella dello scambio è diventata una forma di vacanza vera e propria: non importa che il valore del servizio o del bene siano uguali al prezzo del soggiorno”

Che per i professionisti diventa anche un modo per farsi pubblicità, siano essi artisti, musicisti, artigiani o tecnici. “In sette anni il pubblico di albergatori e visitatori è più che raddoppiato – fa i conti Nifosì – e quest’anno ci aspettiamo 10mila ospiti nelle strutture che hanno aderito all’iniziativa. Un successo che fa bene anche sia alle imprese direttamente coinvolte nella manifestazione, sia alle economie locali, che possono godere di un flusso turistico in un periodo solitamente piatto dell’anno, quello cioè tra vacanze estive e feste di Natale”.

(Immagine tratta dalla pagina Facebook La Settimana del Baratto)