L’amministratore delegato di Poste Italiane ha commentato i risultati messi a segno dal gruppo nei primi nove mesi del 2015 dicendo che sono la conferma del fatto che “il nostro piano di trasformazione è ben avviato”. E in effetti i numeri al 30 settembre dimostrano che lo sviluppo delle attività procede proprio nella direzione voluta da Francesco Caio: meno servizi postali e più finanza. Nel complesso infatti la società, che ha debuttato a Piazza Affari il 27 ottobre, ha registrato ricavi in crescita a 23,9 miliardi dai 22,5 miliardi dello stesso periodo del 2014. Ma l’incidenza di consegna della posta e dei pacchi è scesa dal 13 al 12%, con ricavi in calo da 3 a 2,8 miliardi e un rosso che si è aggravato passando da 66 a 137 milioni.

Al contrario i servizi finanziari hanno registrato ricavi in lieve progresso a 3,9 miliardi (+0,4%) e un risultato operativo di 687 milioni, il 44% rispetto ai primi nove mesi del 2014. L’utile operativo dei servizi assicurativi, poi, è salito da 310 a 351 milioni. E’ grazie al buon andamento di queste due aree di business che il risultato operativo ha segnato un +26,9% passando da 733 a 930 milioni mentre l’utile netto è passato da 333 a 622 milioni. In particolare la raccolta diretta del BancoPosta è stata pari a 45 miliardi contro i 44 miliardi dei primi nove mesi 2014 e la raccolta premi del gruppo Poste Vita è passata da 12,7 a 14,5 miliardi.

Sul fronte dei costi, nei primi nove mesi quelli totali del gruppo sono saliti da 21,8 a 22,9 miliardi, mentre quelli operativi sono scesi grazie alla riduzione dei costi dei beni venduti (da 1,9 a 1,8 miliardi) e del costo del lavoro, sceso da 4,48 a 4,37 miliardi. A conferma della volontà di crescere ulteriormente in questo segmento, venerdì scorso Poste ha comprato pagandola 20 milioni di euro S.D.S. System Data Software, società che gestisce fondi sanitari integrativi costituiti da compagnie di assicurazione o sulla base della contrattazione collettiva. L’acquisizione, recitava il comunicato, “rappresenta uno dei tasselli del piano di sviluppo del Gruppo Poste Italiane nell’ambito della protezione, ed in particolare del welfare, per cogliere le opportunità del mercato assicurativo ed essere al fianco delle famiglie italiane, offrendo loro la possibilità di essere supportate nella gestione dei bisogni di assistenza e salute“.

Intanto a Piazza Affari il valore del titolo resta sotto il prezzo di collocamento: lunedì ha chiuso la seduta a 6,5 euro contro i 6,75 del debutto.