Chiusi in un recinto a cielo aperto, bloccati anche per giorni alla dogana di ponte San Luigi (tra Ventimiglia e la Francia) senza sapere quale sarà il loro destino. È questa la modalità con cui da mesi vengono trattati i migranti trovati senza documenti nelle retate della gendarmerie francese sul loro territorio. Spiega lo scrittore e storico Enzo Barnabà, che vive a Grimaldi, ultimo borgo italiano prima del confine: “Questi migranti stanno parcheggiati lì fino a quando la Croce Rossa non si viene a prendere quelli che arrivano dall’Italia, esclusi i minorenni. Naturalmente queste persone riprovano a passare il confine e questo “ping-pong umano” in alcuni casi è durato anche dieci “round”. Vogliono solo attraversare la Francia per raggiungere il loro “momentaneo paradiso terrestre”: per gli ebrei era l’America, per loro è il Nord Europa. Non capisco perché non si ponga fine a queste sofferenze e non si aprano dei corridoi umanitari come chiede, tra gli altri, Amnesty International”  di Pietro Barabino