Il giudice del processo sulla discarica di Bussi, Cammillo Romandini, è stato denunciato per abuso d’ufficio. A citarlo in giudizio Lorenzo Torto, cittadino disabile di Rapino, in privincia di Chieti.

Nel 2014 Lorenzo Torto si era rivolto al Tribunale collegiale di Chieti per chiedere di effettuare alcune verifiche sulla candidadura a sindaco di Rocco Micucci, già presidente della Finanziaria Regionale, sospettando un conflitto di interessi. Il collegio, presieduto dal giudice Romandini insieme ad Alberto Iachini Belisari e Nicola Valletta (entrambi indagati con Romandini) aveva respinto le accuse del giovane, affermando “la insussistenza della causa di incompatibilità tra le cariche di presidente della Fira e di sindaco di Rapino atteso che la prima non è nemmeno inquadrabile tra gli enti strumentali della Regione Abruzzo né nel novero delle amministrazioni pubbliche (…) o degli organismi di diritto pubblico” e lo aveva condannato a pagare le spese legali all’avvocato di Micucci, Manuel de Monte, per un valore di 8mila euro. Il legale era stato successivamente nominato presidente della Abbruzzo Sviluppo, società in house della Regione.

Convinto della fondatezza delle sue accuse, Torto si è allora appellato in Cassazione, chiedendo la sospensiva della sanzione (prima concessa, poi revocata) e ipotizzando un ulteriore conflitto di interessi tra i tre giudici del collegio e lo stesso sindaco di Rapino, Micucci. Insieme al ricorso, il giovane ha presentato una serie di documenti contenenti, a detta sua, prove inequivocabili dei diversi conflitti di interesse da lui denunciati.

Il pm molisano, Barbara Lombardi ha chiesto l’archiviazione del procedimento ma a decidere sarà il gip di Campobasso, Libera Rinaldi il prossimo 7 dicembre. Dopo la sentenza del processo sull’inquinamento ambientale provocato dalla discarica di Bussi, il magistrato Romandini, era stato accusato da alcuni membri della giuria popolare di aver esercitato pressioni al fine di ottenere una sentenza assolutoria.

Il giudice era subentrato alla presidenza della Corte d’Assise a processo già avviato, dopo una ricusazione presentata nei confronti di Geremia Spiniello, presidente designato inizialmente e poi rimosso a causa di una frase pronunciata nel corso di un’intervista nella quale disse: “Renderemo giustizia al territorio”.

Il processo sulla discarica Bussi è stato uno dei più controversi processi riguardanti i disastri ambientali: le accuse per le 19 persone coinvolte erano di avvelenamento delle acque e disastro ambientale. La procura aveva chiesto condanne per 4 e 12 anni, ritenendo entrambi i reati dolosi. La vicenda si era chiusa con l’assoluzione di tutti gli imputati.