Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, parlando con Repubblica, si era detto sicuro: quando diceva che Rossella Orlandi, capo delle Agenzia delle Entrate, dovrebbe dimettersi, parlava a nome del governo perché la posizione è “assolutamente condivisa da Palazzo Chigi”. Mezza giornata dopo, di quel “pensiero condiviso” il ministero dell’Economia fa palline di carta, conferma la stima per la Orlandi, promette il rafforzamento “organizzativo e operativo” delle Entrate, che ha un “ruolo cruciale” nella strategia del governo per la lotta all’evasione fiscale. Tuttavia – quasi confermando i cambiamenti di opinione dello stesso ministro Pier Carlo Padoan – conferma che la strategia in materia di battaglia contro chi non paga le tasse è mutata. “Il governo – si legge nella nota del Tesoro – ha cambiato alla radice il modo di contrastare l’evasione fiscale. L’Agenzia delle Entrate sta dando attuazione al nuovo modello che incentiva gli adempimenti spontanei”. Ma Zanetti, sul punto, non molla e, questa volta da segretario del suo partito e non da componente di governo, annuncia che “Scelta Civica chiede al ministro Padoan e al presidente del Consiglio Renzi un incontro politico dirimente e chiarificatore non appena il presidente Renzi sarà rientrato dagli impegni all’estero”. Per inciso, Scelta Civica non ha più senatori, tutti distribuiti in periodiche diaspore (verso Pd, Per l’Italia, gruppo misto): se n’è andato anche Mario Monti. Mentre alla Camera i deputati sono 23, a petto di una maggioranza con almeno 100 voti di scarto.

E di innovazione parla anche lo stesso capo del governo. “Per anni – dice Renzi a Lima dove sta proseguendo il suo viaggio istituzionale in Sud America – si sono fatti convegni per combattere l’evasione ma non si è fatto un buon lavoro. In un anno e mezzo, invece, c’è stata una svolta data dall’innovazione, ad esempio con la precompilata”. Il presidente ha aggiunto che “nell’ultima settimana abbiamo trovato 220mila connazionali che si erano dimenticati di pagare le tasse”. L’innovazione per combattere l’evasione “è meccanismo di cambiamento profondo”. “Un paese semplice – ha affermato Renzi – raggiunge risultati migliori”. Davanti alla platea di imprenditori italiani e peruviani, Renzi ha ammesso che “in Italia c’è un tradizionale problema con il fisco, l’evasione e le tasse”. “Un comico diceva: si pagano le tasse con un sorriso, l’altro diceva ‘ci ho provato ma volevano i soldi’. Un sorriso non basta ma l’innovazione può cambiare il fisco”.

La conferma del “cambio di strategia”, tuttavia, sembra arrivare poco dopo quando lo stesso ministero precisa che “a più di 500mila contribuenti dei quali non risulta pervenuta la dichiarazione dei redditi 2014″. Mezzo milione di cittadini che così, precisa via XX Settembre, ha “l’opportunità di mettersi in regola rapidamente, spontaneamente e con una sanzione molto contenuta”. “Il contrasto all’evasione fiscale – sottolinea il ministero – è una priorità del governo, indispensabile per recuperare risorse finanziarie utili a ridurre il livello medio dell’imposizione fiscale. Le misure specifiche e le novità introdotte nei venti mesi di azione del governo sono numerose e pressoché ignorate dal dibattito pubblico (attuazione della delega fiscale, incrocio delle banche dati, dichiarazione dei redditi online precompilata, fatturazione elettronica, reverse charge e split payment, accordi bilaterali, accordi multilaterali, voluntary disclosure)”.

Per il governo, comunque, “le competenze maturate e consolidate dal personale e dalla dirigenza costituiscono un patrimonio che il Governo intende salvaguardare. Lo spirito di dedizione e l’esecuzione dei doveri d’ufficio lontano dai riflettori che il personale ha mostrato in tante occasioni deve continuare a essere di esempio per chiunque operi al servizio del cittadino e dell’interesse pubblico”. E il ministero è “impegnato nell’attività di rafforzamento organizzativo e operativo dell’Agenzia delle Entrate, anche grazie al contributo delle valutazioni chieste a Fmi e Ocse in merito a modelli efficaci nella realizzazione di un rapporto cooperativo tra contribuente e amministrazione fiscale secondo le migliori pratiche che emergono dalla comparazione internazionale”.