La gara dell’anno è esattamente quella che ci si aspettava, e tutto il contrario. Lo è perché Dani Pedrosa è scappato come una lepre e ha vinto il suo terzo Gp della Malesia negli ultimi quattro anni. Ma allo stesso tempo è una gara che ha regalato più colpi di scena di qualsiasi sceneggiatura. E che è costata cara a Rossi che ha fatto cadere Marquez: una manovra a seguito della quale i giudici hanno deciso che il ‘dottore’ partirà all’ultimo posto in griglia nell’ultimo Gp dell’anno a Valencia. La direzione di gara ha comunicato che il pilota della Yamaha è stato penalizzato di tre punti sulla patente, che vanno a sommarsi al -1 che gli è stato inflitto dopo la gara di Misano. La somma lo porta quindi alla retrocessione in griglia di partenza. 

Valentino Rossi è partito bene, superato in partenza solo da Marquez. Non così Lorenzo, che però passa subito le due Ducati. Supera anche Rossi, alla curva 15. Esce stretto, sfrutta la scia del Dottore e in frenata lo infila all’interno. Andrea Iannone si ferma, e lascia da solo Dovizioso ad inseguire i primi quattro fenomeni, già in fuga: Pedrosa, Marquez, Lorenzo, Rossi.

A 18 giri dal termine Marquez va largo. Lorenzo non ci pensa due volte e lo passa. Valentino trova ancora una volta Marquez davanti a sé. Riecco lo spettro dell’Australia. Rossi lo infila dopo un giro, e poi fra i due s’accende una bagarre incredibile. Sembra “semplicemente” un duello elettrizzante, ma è molto di più, dopo la dichiarazione di guerra di Valentino allo spagnolo nella conferenza stampa di giovedì.

Ma un conto sono le parole, che pure pesano, altro è questa sfida nella sfida. Che regala emozioni ad ogni curva. Fino a 13 giri dalla fine, quando Marquez finisce fuori dopo un contatto con Rossi. La gara, di fatto, finisce qui. Perché Rossi adesso ha 5 secondi e mezzo dai primi due; e perché Pedrosa ormai è troppo lontano anche per Lorenzo. Dimostra di essere tornato alla grande, e va a vincere la sua seconda gara di stagione, con tre podi nelle ultime quattro gare. I due erano in lotta per il terzo posto. E il vantaggio di Valentino su Lorenzo è solo di 7 punti.

Lorenzo ha già fatto tutto quello che poteva fare, cioè rimediare alla brutta partenza e rimanere dietro solo a Camomillo. Dovizioso cade e la migliore Ducati è la vecchia GP14 di Danilo Petrucci, sesto. Davanti a lui, Bradley Smith e Cal Crutchlow. Ma adesso la gara si sposta tutta in Race Direction. E da lì potrebbero uscire nuove sorprese.

Il piazzamento odierno permette a Lorenzo di salire a 305 punti e portarsi a -7 da Rossi: per l’assegnazione del titolo sarà decisiva la gara di Valencia, in programma l’8 novembre. Ai piedi del podio i britannici Bradley Smith (Yamaha) e Cal Crutchlow (Honda). Sesto posto per Danilo Petrucci (Ducati) davanti agli spagnoli Aleix Espargaro, Maverick Vinales (Suzuki) e Pol Espargaro (Yamaha). Chiude la top ten il tedesco Stefan Bradl su Aprilia. Costretti al ritiro Andrea Dovizioso ed Andrea Iannone (Ducati): il pilota abruzzese, out dopo appena un giro, è stato scavalcato in classifica da Pedrosa, ora quarto.

@fraberlu