Un anno fa avevano fatto parlare di sé per un record: l’abolizione della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, cancellata per la prima volta a Ragusa dalla giunta del Movimento 5 Stelle, che dal 2013 ha piazzato la sua bandiera nel capoluogo ibleo. “Questa è l’ennesima dimostrazione che quando le cose le fa un’amministrazione 5 Stelle riescono meglio” gongolava sul blog di Beppe Grillo il leader dei pentastellati siciliani Giancarlo Cancelleri, complimentandosi con il primo cittadino ragusano Federico Piccitto. Adesso che il premier Matteo Renzi annuncia di volere abolire l’odiata tassa a partire dal 2016, Piccitto è invece costretto al passo indietro: a Ragusa, infatti, la giunta sta per reintrodurre la Tasi.

“Temiamo che il passo indietro dell’amministrazione posso incidere sull’economia locale: consideri che lo scorso anno, la cancellazione della Tasi non aveva poi fatto ripartire più di tanto li consumi”, si lamenta Salvo Ingallinera, presidente della Confcommercio locale. “I rapporti tra giunta e città? Devo dire che quando ho chiesto a sindaco e assessori d’intervenire sui regolamenti comunali obsoleti per i commercianti ho trovato disponibilità: l’impressione è che siano in una condizione di work in progress. Il problema è che comunicano poco, e per questo si ha la sensazione di immobilismo”.

La stessa critica mossa da Valentina Spata, ex dirigente del Pd, poi andata via dai dem insieme a Pippo Civati, che nel 2013 aveva clamorosamente votato per Piccitto, invece di seguire le indicazioni del suo partito. “Probabilmente avrebbero potuto fare di più, ma non si può certo dire che stiano lavorando male: forse peccano nella comunicazione”.

E mentre nei bar della città lamentano l’assenza del primo cittadino all’ora dell’aperitivo (“Quelli di prima si vedevano spesso, lui raramente”), i 5 Stelle di Ragusa potranno disporre nel bilancio comunale di un’entrata unica: le royalties versate dalle compagnie petrolifere. Un tema spinoso che ha esposto la giunta Piccitto al fuoco incrociato delle polemiche. Nel giugno scorso, infatti, gli uffici comunali avevano dato il via libera alla richiesta di concessione edilizia presentata dalla società Irminio, per tre nuovi punti di ricerca.

Ambientalisti ed esponenti pentastellati erano insorti: come è possibile che un comune amministrato dai 5 Stelle dia il via libera alle tanto odiate trivellazioni petrolifere? In città la definiscono come una “contraddizione nei termini”, mentre Piccitto spiega: “L’opera aveva il nulla osta di tutti gli enti competenti, compreso il Comune di Ragusa, che però l’aveva concessa prima del nostro arrivo. La delibera del Comune, quindi è solo un atto tecnico, che non sposta la nostra contrarietà alle trivellazioni, ma che non poteva essere negata, dato che rischiavamo un contenzioso milionario con Irminio”.

Evitando il contenzioso, Ragusa potrà quindi continuare a godere delle cifre a sei zeri concesse dai cercatori d’oro nero: nel 2014 l’abolizione della Tasi era stata possibile anche grazie ai 14 milioni di diritti lasciati nelle casse comunali dalle società petrolifere, mentre negli ultimi 12 mesi le royalties ammontano addirittura a 29 milioni.

da il Fatto Quotidiano di lunedì 12 ottobre 2015