Encelado, la luna di Saturno, vista da vicino. Un deserto ghiacciato costellato di crateri che sono attraversati da una ragnatela di canyon: è una delle prime immagini ravvicinate del satellite che nasconde l’oceano più misterioso del Sistema Solare, teoricamente in grado di ospitare la vita. Le ha scattate la sonda Cassini durante il passaggio ravvicinato del 14 ottobre. La sonda nata dalla collaborazione tra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi) festeggia così i 18 anni dal lancio.

Le fotografie sono state scattate dalla distanza di 1.839 chilometri dalla superficie della luna, mentre la sonda sorvolava le regioni dell’emisfero Nord di Encelado. I ricercatori si aspettavano che la regione polare nord di Encelado fosse tempestata completamente di crateri, sulla base delle immagini scattate dalla sonda Voyager, ma le fotografie di Cassini mostrano un paesaggio diverso.

“Le regioni settentrionali sono attraversate da una ragnatela di crepe che attraversano i crateri”, ha rilevato Paul Helfenstein, della Cornell University, a Ithaca. “Queste fratture – ha aggiunto – sono onnipresenti su Encelado, e ora vediamo che si estendono anche nell’emisfero nord’’. Nelle prossime ore sono attese altre immagini dalla sonda che aiuteranno i ricercatori a capire se anche l’emisfero nord della luna, come quello sud, è attivo, o lo è stato in passato.

L’incontro del 14 ottobre è stato solo un ‘assaggio’, perché il 28 ottobre è previsto un avvicinamento ancora maggiore a Encelado, durante il quale Cassini passerà alla distanza record di 49 chilometri sulla regione polare meridionale. Sorvolerà la regione dove ci sono i geyser per analizzare le particelle di ghiaccio che scagliano nello spazio e raccogliere elementi sulla composizione dell’oceano sotterraneo che avvolge la luna.

I dati, secondo i responsabili della missione, saranno utili anche per verificare che tipo di attività idrotermale è in azione sul fondale dell’oceano. Il 19 dicembre è previsto l’ultimo incontro con la più affascinante luna di Saturno da un’altezza di circa 5.000 chilometri, durante il quale la sonda misurerà la sua temperatura interna.