Poteva andare decisamente peggio visto che quel corridoio è attraversato ogni giorno da centinaia tra avvocati, magistrati, giornalisti e altri cittadini. Intorno alle 11:20 di giovedì, pezzi di lastre del controsoffitto nel tribunale di Bologna (inaugurato sei anni fa) hanno ceduto improvvisamente e sono cadute su una avvocatessa di 47 anni, rimasta ferita in modo lieve. L’area dove c’è stato il distacco di cartongesso e altri detriti, all’ingresso dell’ufficio Gip al piano terra, è stata delimitata e poco dopo sono arrivati Carabinieri e Vigili del fuoco per fare dei rilievi. All’origine dell’incidente ci sarebbe il distacco di pezzi di intonaco dal soffitto che cadendo hanno spezzato il cartongesso e sono precipitate sulla donna che in quel momento passava là sotto. Una cosa sembra certa: il distacco non sarebbe avvenuto a causa di infiltrazioni d’acqua.

Sul posto è arrivato subito il presidente del tribunale Francesco Scutellari che ha assicurato che la donna ferita “sta bene”. E’ arrivato anche il procuratore aggiunto Valter Giovannini. La Procura ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti per lesioni colpose, e a indagare sarà il sostituto procuratore Rossella Poggioli, che una volta ricevuti i rapporti dei pompieri e dei Carabinieri, dovrà cercare di capire le cause del distacco e chi eventualmente avrebbe potuto prevenirlo.

Il tribunale di Bologna, che si trova in pieno centro storico, in via Farini, era finito al centro delle polemiche per la sua poca funzionalità. Corridoi stretti, aule anguste, Palazzo Pizzardi (questo il nome della struttura) è di proprietà di un’immobiliare che fa capo all’imprenditore bolognese Romano Volta, patron dell’azienda leader mondiale per i lettori di codici a barre, Datalogic. Un gruppo di tecnici comunali nel 2002 aveva dichiarato Palazzo Pizzardi inadeguato per farci aule giudiziarie, ma l’amministrazione Cofferati nel 2006 lo prese in affitto per ospitarci il tribunale per almeno 12 anni. Appena otto mesi prima, nel marzo 2006 il palazzo era stato comprato da Volta. A venderglielo una società del sud Italia che un anno e mezzo prima lo aveva comprato all’asta: la struttura era stata in passato per molto tempo di proprietà di Ferrovie dello stato. Nel 2011, un’intervista dell’ex sindaco Flavio Delbono provocò molte polemiche: “Quell’edificio era delle Ferrovie. Quando è stato venduto, se il Comune era così interessato, perché non l’ha acquistato?”, disse l’ex primo cittadino. Dopo quelle parole la procura della Repubblica aprì un’inchiesta, coordinata dal pm Giuseppe Di Giorgio, sulla scelta di Palazzo Pizzardi da parte del Comune. L’inchiesta, in mano dalla Guardia di finanza, risulta ancora aperta e a carico di ignoti.

Ad ogni modo Palazzo Pizzardi è diventato tribunale nel 2009: il presidente Scutellari non ha mai mancato di definire la struttura “inidonea”. Ora, a distanza di appena sei anni dall’inaugurazione, il crollo.