La giunta Maroni rischia? “Ma figurati, perché qualche giudice si è alzato male?”. Così Matteo Salvini, a ‘La Telefonata’ su Canale 5, sull’arresto Mario Mantovani, vicepresidente della Regione Lombardia ed esponente di Forza Italia, accusato di corruzione e concussione (e che per queste accuse oggi si è autosospeso). Il segretario della Lega vede dietro l’inchiesta della Procura di Milano “un attacco politico alla Regione meglio governata d’Italia magari per nascondere i problemi del Pd e le cene di Marino e Renzi. Ieri c’è stata una giornata di sputtanamento mediatico sulla migliore Sanità europea e anche sulla Lega”. Ieri, dopo l’arresto del politico e di altre due persone, Pd e M5S hanno annunciato una mozione di sfiducia contro il governatore leghista Roberto Maroni. Secondo il quale la giunta “non è a rischio”, afferma, dato che “non risultano tangenti pagate per la Sanità in Lombardia”. Il governatore sposa la linea del segretario, anche se evita l’attacco diretto alle toghe: “Tutto quanto è stato scritto sui giornali è un attacco politico, ha ragione Salvini”.  Mantovani è accusato di corruzione per aver favorito un architetto, Gianluca Parotti, nell’ottenimento di incarichi in appalti pubblici, compresi lavori in diversi ospedali lombardi, in cambio di prestazioni gratuite nei propri affari immobiliari privati.

Salvini è entrato anche nel merito dell’inchiesta che vede indagato, fra gli altri, Massimo Garavaglia, assessore regionale all’Economia e braccio destro di Maroni. Garavaglia è indagato per turbativa d’asta, insieme a Mantovani e altri, nel filone di una gara d’appalto per il trasporto dei dializzati, cancellata a esito già stabilito, secondo l’accusa per far rientrare in gioco alcuni operatori delle Croci con sede nei bacini elettorali dei due politici. “Mi autodenuncio. Sono colpevole”, afferma provocatoriamente Salvini in un’intervista al Corriere della Sera. Colpevole “di segnalazione”. Al posto di Garavaglia, “lo avrei fatto anche io. Anzi, l’ho fatto: da consigliere comunale nel corso degli anni ho segnalato decine e decine di associazioni benefiche. E non mi ravvedo: lo rifarò”. Per la verità, la Procura di Milano non accusa Garavaglia di aver semplicemente segnalato determinati operatori, ma di essersi adoperato per annullare una gara d’appalto già assegnata per il servizio di trasporto dei malati di reni bisognosi del trattamento di dialisi.

“Massimo Garavaglia – continua Salvini – è il migliore tra noi, una persona che tutti conoscono come specchiata. Questa è un’indagine pazzesca su uno dei leghisti più seri e onesti che io conosca”. Il segretario collega l’inchiesta della magistratura alla crescita del Carroccio nei sondaggi. “Ed eccoci qui. Un’inchiesta che segna un primato”, quello di essere “la prima indagine al mondo in cui si accusa una persona di aver cercato di dare una mano ad un’associazione benefica. Peraltro, senza riuscirci”. E Mantovani, rimosso nei mesi scorsi da Maroni dalla carica di assessore alla Sanità: “Non mi permetto di commentare l’indagine che lo riguarda. E peraltro non ne so nulla, anche se lui mi pare una brava persona. In ogni caso, quella sembra un cosa diversa, che non riguarda l’aiuto alle ambulanze”. “L’assessore Garavaglia non deve dimettersi, conferma il governatore Maroni da Bruxelles ai microfoni di Sky Tg24.

Mantovani: “Sono estraneo alle accuse, ma mi autosospendo”
Sulla questione hanno parlato anche i diretti interessati, ovvero coloro verso cui è indirizzata l’inchiesta della Procura di Milano. “Mi dichiaro estraneo ai fatti che mi vengono contestati, domani darò le mie spiegazioni al gip e mi autosospendo dalla carica di vice presidente della Giunta Lombarda” ha detto Mario Mantovani al suo difensore, Roberto Lassini, durante il colloquio in carcere. Simile la presa di posizione di Massimo Garavaglia: “Sono più che sereno, sono sempre stato al servizio della comunità, della Lombardia, dei più deboli. Si pubblichino i miei conti correnti” ha detto l’ex assessore lombardo in quota Lega Nord.

Anche Mantovani, come Garavaglia, sempre tramite l’avvocato Lassini afferma di non aver “truccato” alcun appalto per il trasporto dei dializzati. “Mi ha detto – ha riferito il legale – che quell’appalto non c’è nemmeno, era solo una ristrutturazione del servizio da parte delle tre Asl”. Servizio che prestava per una parte anche la Croce Azzurra Ticinia di Inveruno (Milano), che si è lamentata per il rischio di perdere la convenzione. “Mantovani – ha riferito il difensore – ha raccolto le lamentele e la richiesta di proseguire il servizio in regime di convenzione di questa ‘Croce’ e le ha solo indirizzate a chi di dovere”.