Il Comune di Ravenna ha chiesto di costituirsi parte civile nell’udienza preliminare che vede imputata la senatrice Pd Josefa Idem e suo marito Guglielmo Guerrini. Ai due l’amministrazione Pd ha chiesto infatti, in caso venisse dimostrata la loro colpevolezza, un risarcimento di 18mila euro in totale per danno d’immagine e per la restituzione dei soldi versati all’ente previdenziale Enpals. La richiesta, depositata dall’avvocato Enrico Baldrati, è arrivata martedì 13 ottobre in occasione della prima udienza preliminare che vede imputati l’ex canoista olimpionica (ed ex ministro del governo di Enrico Letta) e il suo compagno e allenatore. L’accusa formulata dalla pm Angela Scorza è quella di truffa in concorso.

Secondo la Procura di Ravenna nel maggio 2006 Idem si era fatta assumere dall’associazione sportiva del marito per poi, pochi giorni dopo, mettersi in aspettativa dopo la nomina ad assessore comunale. L’assunzione, nella ricostruzione della pm, era stata fatta solo “in prospettiva di quella nomina”, per usufruire della legge che prevede che chi assume un incarico pubblico possa avere i propri contributi figurativi pagati non più dal datore di lavoro (in questo caso l’associazione del marito), ma dall’ente pubblico in cui presta momentaneamente servizio. Peraltro la sportiva di origine tedesca era stata già assessore nella giunta del precedente mandato: secondo l’accusa, al momento della assunzione da parte del marito il 25 maggio 2006, la nomina ad assessore per Sefi Idem da parte del neoeletto sindaco Pd Fabrizio Matteucci (lo stesso che oggi ha dato mandato per la costituzione parte civile) era nell’aria. Arrivò infatti il 28 maggio 2006. Tre giorni dopo.

Per i due imputati, difesi dagli avvocati Ermanno Cicognani ed Ercole Muccinelli, l’udienza è stata subito rinviata al 17 maggio 2016 visto che il Gup titolare del fascicolo è momentaneamente in servizio a Bologna. In quell’occasione, oltre a iniziare la discussione sulla possibilità di mandare a processo Guerrini e Idem, il giudice dovrà anche pronunciarsi sulla richiesta di costituzione parte civile. Sul procedimento tuttavia potrebbe abbattersi la prescrizione. Se il giudice riterrà che la vicenda si è conclusa nel maggio 2007 (quando l’assessore si dimise per allenarsi in vista delle Olimpiadi), il reato sarebbe infatti già prescritto.

Il Comune di Ravenna ha chiesto nello specifico un risarcimento di circa 10mila euro per i contributi versati fino al 2007. Non solo. Secondo quanto riportato nella richiesta presentata al giudice dall’avvocato del Comune ci potrebbe essere anche una lesione all’immagine del Comune dovuta al clamore mediatico che ha avuto la vicenda. Secondo il documento presentato dall’avvocato Baldrati, la Idem, se mai i fatti fossero accertati, avrebbe dimostrato di considerare l’amministrazione, in questo modo svilendone il ruolo, un soggetto da sfruttare per un proprio tornaconto personale. Totale chiesto per il danno di immagine: 8 mila euro circa.

Josefa Idem, che ora siede al Senato tra le file del Partito democratico, era stata nominata ad aprile 2013 Ministro per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili. Ma la sua esperienza di governo durò meno di due mesi. Venne a galla infatti la vicenda della casa con palestra a Santerno, una frazione di Ravenna: fino all’inizio del 2013 l’edificio di via Carraia Bezzi era risultato sua abitazione principale ai fini Ici, nonostante la canoista vivesse col marito e i figli in un altro alloggio a pochi metri di distanza. In questo modo dal 2008 al 2011 la coppia fu esentata dall’Ici per due abitazioni principali. La vicenda non ebbe rilevanza penale e si risolse con un “ravvedimento operoso” del ministro che sanò la sua posizione pagando le somme dovute all’erario (circa 3 mila euro). Ma insieme alla vicenda dei contributi, il “clamore mediatico” che ne era seguito (il ministro, per difendersi, convocò perfino una conferenza stampa a Palazzo Chigi con a fianco il suo avvocato) la costrinse alle dimissioni.