A Ravenna tutti sapevano che Josefa Idem sarebbe ridiventata assessore, proprio nei giorni in cui lei fu assunta dall’associazione del marito. A parlare col Fatto quotidiano è Pericle Stoppa, collega tra il 2006 e il 2007 dell’attuale ministro alle Pari opportunità nella giunta guidata dal sindaco Fabrizio Matteucci: “Quella riconferma ad assessore di Josefa Idem non fu una sorpresa. Tutti davano per scontato che lei venisse rinominata”. La testimonianza dell’ex amministratore aggiunge un tassello importante nella vicenda dei contributi Inps pagati dal Comune, l’ultima delle questioni riguardanti l’olimpionica di origine tedesca che sta venendo a galla dopo quelle delle irregolarità della palestra e nei versamenti di Imu e Ici. E mette in crisi la ricostruzione dell’avvocato del ministro, Luca Di Raimondo, secondo cui l’assunzione della atleta da parte della associazione di suo marito Guglielmo Guerrini, avvenuta il 25 maggio 2006, non c’entra niente con la nomin a in giunta avvenuta il successivo 10 giugno e il conseguente passaggio dei versamenti Inps alle casse pubbliche.

Venerdì con un comunicato il consigliere comunale di opposizione Alvaro Ancisi aveva presentato una interrogazione al sindaco Matteucci chiedendo si facesse chiarezza su quel contratto di assunzione. “L’associazione Kayak ha assunto, come prima e unica dipendente, la Idem, versando all’istituto di previdenza i dovuti contributi per 10 giornate lavorative. Dopodiché, a seguito del collocamento in aspettativa contemporaneo all’assunzione dell’incarico di assessore, è stato il Comune di Ravenna a versare tali contributi, fino alla cessazione dall’incarico il 7 maggio 2007, per un totale di 8.642 euro, pari a complessive 183 giornate lavorative”, ha scritto Ancisi nella sua interrogazione. Spiegando che dal giorno successivo alla fine dell’incarico di assessore nel 2007 “non risulta all’istituto di previdenza alcun versamento di oneri”.

Il sospetto lanciato da Ancisi è grave: “Sembra al sottoscritto che sussistano gli elementi affinché sia la Procura della Repubblica a valutare se l’assunzione, formalmente ineccepibile, sia stata in realtà fittizia e strumentale al fine di porre a carico dell’ente pubblico oneri previdenziali altrimenti non dovuti”.

Secondo l’avvocato del ministro, che ha parlato in conferenza stampa a palazzo Chigi con a fianco la stessa Idem, non ci sarebbe tuttavia correlazione tra l’assunzione e la nomina ad assessore. “Mi pare che la linearità del comportamento della ministra e la sua lealtà anche nelle cose piccole di ogni giorno sia adamantina e irrefutabile”, ha spiegato il legale. Josefa Idem quell’anno, ha spiegato Di Raimondo, “non si è presentata alle elezioni, pur avendo fatto l’assessore nella giunta precedente ed è stata però chiamata a svolgere attività di assessore anche nella giunta del 2006”.

Ma ciò che dimentica di dire il legale è che la riconferma era nell’aria in città. “Era uno degli assessori per i quali immaginavo un secondo mandato. Mi aspettavo che lo rifacesse”, conferma un ex consigliere comunale e dirigente della allora Margherita, poi Pd che preferisce l’anonimato. “Peraltro – spiega la fonte – era usuale che gli assessori facessero due mandati a Ravenna”.

Insomma, per ricostruire: quando il 25 maggio 2006 Guerrini assume sua moglie, tutti sanno che quell’assessorato gli verrà almeno riproposto. Il 30 maggio, Matteucci vince le elezioni con il 70 % dei consensi. Scontato anche il successo in una città rossa come Ravenna. Nel toto-nomi per la giunta del vincitore il nome di Josefa Idem compare subito. “Ecco i nomi in pole position. Per i Ds certa la conferma di Gabrio Maraldi, Alberto Cassani e Susanna Tassinari; da valutare gli impegni sportivi di Sefi Idem tornata in canoa con ottimi risultati”, scrive il sito internet Ravennanotizie.it. Il 7 giugno un’agenzia di stampa ribadisce: “Di certo c’è solo la presenza dei vecchi assessori, come da richiesta del neo primo cittadino: per i Ds Alberto Cassani, Lisa Dradi, Gabrio Maraldi, Carlo Pezzi, Susanna Tassinari e Josefa Idem (sport), a meno che non decida di riprendere in toto l’attività agonistica”.

Il nome della Idem destava qualche dubbio solo per quanto riguardava le gare e gli allenamenti in vista delle olimpiadi di Pechino. Ma quando fu assunta dal marito, la vittoria delle elezioni del centrosinistra e il posto per lei in giunta erano garantiti.