A distanza di 48 ore, le dimissioni del sindaco Ignazio Marino creano ancora scompiglio nel Partito democratico. A tutti i livelli, sia nazionale che romano. Mentre il commissario del Pd capitolino Matteo Orfini ha sottolineato le difficoltà storiche nel rapporto tra il partito e il chirurgo, il presidente dei senatori dem Luigi Zanda ha stigmatizzato l’ipotesi, avanzata da Marino, di poter ritornare sulla decisione di fare un passo indietro. In questo quadro, l’ex assessore alla Legalità Alfonso Sabella – una delle carte giocate dal sindaco nell’ultimo rimpasto – ha fatto sapere di non contemplare la possibilità di guidare l’interregno in Campidoglio.

Orfini: “Pd non sempre ha sostenuto il sindaco”
A due giorni dal passo indietro di Ignazio Marino, Matteo Orfini gli ha concesso una sorta di onore delle armi. “Credo che abbia fatto molte cose buone. Che abbia rotto meccanismi discutibili e incrostazioni corporative che indebolivano la città. E per questo va ringraziato”, ha scritto sulla sua pagina Facebook il commissario del Pd romano. Che però ha anche sottoscritto una delle critiche mosse dal chirurgo al partito: quella di essere stato lasciato solo. “Non sempre ha avuto il Pd al suo fianco. Anzi, spesso lo ha avuto contro e fa bene a ricordarlo”, ha spiegato Orfini, che poi ha aggiunto che “quel Pd non c’è più, è stato commissariato anche per questo ed è stato sostituito da un partito che si è messo al servizio suo e di quelle battaglie. Anzi le fatte più e meglio di lui”.

Il presidente dell’assemblea Pd, che secondo diverse ricostruzioni nelle ore immediatamente precedenti alla caduta del sindaco ha avuto un duro faccia a faccia con Matteo Renzi (“Tu hai voluto salvarlo – avrebbe detto il premier – e ora cadi con lui”), ha ricordato anche i propri meriti: “In questi mesi ho fatto di tutto per aiutare l’ex sindaco” ma questo non è bastato “perché una infinita serie di errori hanno definitivamente compromesso autorevolezza e credibilità del sindaco verso la città”. Non solo. Per Orfini “le ultime inquietanti vicende, a cui ancora oggi non è stata data una spiegazione, e scaricare la responsabilità sui propri collaboratori hanno finito per incrinare la fiducia nei suoi confronti”.

Zanda: “Le dimissioni sono una cosa seria, non si ritirano”
Lo stato maggiore del Pd di un ripensamento di Marino non vuole sentir parlare: “Le dimissioni sono una cosa seria –  dice il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda giungendo alla festa dell’Italia dei Valori – non si annunciano, quando si danno le si danno e basta e una volta date non vengono revocate. Marino è una persona seria; le sue dimissioni siano a loro volta serie”. A chi gli chiede se auspichi primarie per le Comunali a Roma, Zanda risponde: “L’importante è avere buoni candidati per avere un buon sindaco di Roma”.

Sabella: “Se ci fosse un progetto di carattere tecnico valuterò”
Con la fine dell’esperienza da assessore alla Legalità in Campidoglio, Alfonso Sabella pensa al futuro: “Cosa farò da grande? La settimana prossima sicuramente avvierò le pratiche per il mio rientro in ruolo in magistratura – spiega a Klaus Davi per il programma KlausCondicio – sono magistrato e resto tale. Qualora ci fosse un progetto su Roma di carattere tecnico , ma nessuno me ne ha parlato, valuterò. Ho parecchia amarezza dentro, parecchia rabbia per il fatto che per una buccia di banana abbiamo dovuto interrompere un programma di legalità e di ripristino della trasparenza al comune di Roma”. “L’unico rimprovero che faccio a Marino è il fatto di non essersi blindato anche rispetto alla leggerezze – spiega ancora Sabella – avremmo dovuto essere più realisti del re. Molto più forti e molto più solidi e inattaccabili, evitando scivoloni sulle bucce di banana, anche in merito alle stupidaggini e al vino da 55 euro”.