Durissimo e torrenziale sfogo del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, durante la trasmissione Radio Goal, su Radio Kiss Kiss Napoli. Casus belli: le dichiarazioni rese dal sindaco Luigi De Magistris a “Il processo del lunedì” (Rai Uno) circa lo stadio San Paolo. Il primo cittadino, infatti, aveva affermato: “Tutto dipende da De Laurentiis che aveva preso un impegno di presentare un piano prima dell’estate, l’ha presentato ma senza il supporto economico”. De Laurentiis non ci sta e racconta la sua versione dei fatti: “Sono rimasto basito, perplesso e spaesato. De Magistris è venuto a cena da me, a Roma, e gli ho spiegato cosa volevo fare. E cioè che avrei messo 20 milioni di euro di tasca mia e che gli avrei fatto i lavori allo stadio”. Il patron del Napoli ripercorre tutte le tappe e spiega: “Alla fine di febbraio avrei dovuto portare su tavolo il progetto definitivo. Oltre ai 20 milioni che ho messo sul tavolo, avevo previsto anche un’ulteriore struttura per il rimodellamento di tutto il Piazzale Tecchio rendendolo zona pedonale, con un centro commerciale di circa 45mila metri quadrati. Sarei diventato un aggregatore di gruppi di lavoro”. E sbotta: “Ho portato il Napoli per sei anni consecutivi in Europa e tutta la ‘monnezza’ e tutta la schifezza della napoletanità non di livello l’abbiamo ammortizzata nel mondo con l’immagine del Calcio Napoli che è diventata la sedicesima squadra a livello mondiale, lo dice il Ranking. Milan, Lazio e Roma sono molto lontane dal Napoli. E questi risultati sono arrivati nonostante la schifezza della schifezza della schifezza della straschifezza del San Paolo”. Poi sottolinea: “Il Napoli non è responsabile dell’intera manutenzione dello stadio, ma solo del prato dove si gioca. Prato definito come il migliore d’Italia. Questo significa che il Napoli, quando interviene, sa lavorare, altrimenti non sarebbe da sei anni costantemente in Europa. Mi vergogno di andare in quello stadio, dove non ci sono neanche i bagni chimici. Dovete capire il mio disagio quando vengono delle squadre straniere da noi. C’è da vergognarsi. Non posso mica spiegare a tutti che lo stadio è del Comune e io ci faccio una figuraccia”. De Laurentiis parla di tradimento e di voltafaccia da parte di De Magistris, anche se spera in un malinteso. Ma rincara: “Come faccio ad investire altri 20-30 milioni nei calciatori a gennaio? Mi viene voglia di vendere tutti i miei giocatori. Come si fa a stare in una città dove il primo cittadino parla così e mi tradisce in questo modo? Il Consiglio Comunale che mi sta dando? Il Comune mi sta dando a disposizione un grande cesso. L’affitto” – prosegue – “che chiede il Comune è stratosferico, l’ha detto il Coni interpellato dal Comune per stabilire i parametri economici. Loro non sanno più come fregare noi, ma in realtà stanno fregando i tifosi napoletani e la povera gente che si sensibilizza su una partita di calcio. Se entro il 31 ottobre non ho una convenzione ponte, quanto è vero Iddio il 2 novembre dichiarerò il de profundis del San Paolo con la morte nel cuore e mi vado a cercare un terreno e vado a costruire subito”. E chiosa con una stoccata a Ignazio Marino, sindaco della Capitale: “De Magistris deve avere la pazienza di fare il tecnico. Non può dire cose che non stanno né in cielo e né in terra, quando i suoi uomini che sono dei tecnici dicono l’esatto contrario. Il problema italiano è che i sindaci non sono dei tecnici. Basta pensare a Marino, sicuramente una brava persona, ma che ha ridotto Roma a un grande cesso