alice sabatini 240Che senso ha prendersela con la neoletta Miss Italia per quella frase considerata una gaffe?

Alice Sabatini è figlia della nostra scuola. Punto.

Alla domanda del giurato Claudio Amendola che le chiedeva in che epoca le sarebbe piaciuto vivere, la ragazza con semplicità, ingenuità ed un evidente imbarazzo ha risposto con il sorriso stampato in viso: “Ehh…nel 42”.

Un attimo dopo ha specificato: “1942 per…”. E’ toccato di nuovo ad Amendola chiedere la motivazione di quella risposta: “Per…per… vedere realmente la Seconda Guerra mondiale visto che i libri parlano pagine pagine, la volevo vivere. Tanto so’ donna perciò il militare non l’avrei fatto e me ne sarei stata a casa”.

Ora facciamoci qualche domanda: perché ad Alice è venuta in mente l’idea della donna che sta a casa? Come mai la giovane miss in quel momento non ha pensato alle 623 donne fucilate e uccise che hanno partecipato alla Resistenza? Può essere che la 18enne di Montalto di Castro non abbia mai sentito parlare di 2750 deportate in Germania nei lager nazisti? Nessuno ha mai parlato ad Alice di Irma Bandiera, torturata e fucilata il 14 agosto 1944 e nemmeno di Maria Assunta Lorenzoni detta Tina, partigiana e crocerossina uccisa da una raffica di mitra? Sì può essere, perché Miss Italia 2015 è figlia della scuola di quest’ultimi anni, di quel sistema d’istruzione preoccupato di finire in fretta e furia i programmi, senza fermarsi davvero sugli eventi della storia. Basta prendere in mano un libro (quelli citati da Alice in quel modo “pagine e pagine”) delle scuole secondarie di primo grado per comprendere quanto sto dicendo. Ne ho in mente uno dove si citava il 2 giugno 1946 ma non il 25 aprile 1945.

Che ne sa Alice della strage di Marzabotto dove i nazisti sterminarono donne e bambini che don Ubaldo Marchioni aveva radunato in chiesa? Probabilmente nessun insegnate della nostra Miss le ha mai parlato di quel luogo. Forse la Sabatini non ha mai potuto metterci piede.

La frase (non è una gaffe) di Alice dovrebbe far suonare un campanello d’allarme anziché un attacco inutile a questa ragazza che ieri sera a “Striscia la notizia” ha dimostrato ancora una volta che c’è una generazione che non sa.

Valerio Staffelli le chiesto qual è un personaggio della storia italiana che ammira particolarmente. Poteva rispondere (per dare una risposta semplice): Garibaldi, Mazzini, Papa Giovanni Paolo II oppure Che Guevara.

E invece Alice ha detto: “Michael Jordan, il più grande giocatore della storia del basket”.

Ma come possiamo prendercela con lei? La “figuraccia” non è solo di Alice ma della scuola italiana, di quegli insegnanti che pensano ancora che basti salire in cattedra per essere dei bravi maestri.

Quando sono arrivato tra i banchi e ho incontrato i miei primi studenti che ora hanno più o meno l’età di Alice, mi sono accorto che la memoria era stata cancellata: “Moro? Chi è maestro? Ah sì, la piazza dove prendo il pulmino”. Impossibile chiedere di Ustica: “E’ in Italia Ustica? Sì ora ricordo: la pista era troppo corta e l’aereo è volato giù”, mi spiegò un ex alunno.

Se chiedete ad un ragazzo di 13-14 anni di ricordare qualche evento della storia del Novecento vi risponderà, com’è capitato a me: “La morte di Steve Jobs, il lancio del primo iPhone, le Torri Gemelle, la presunta morte di Bin Laden”.

Dall’altro canto non posso non ricordare una collega che di fronte al mio fare memoria dei fratelli Cervi mi chiedeva: “Chi sono?”.

Una domanda: a che serve scagliarsi contro Alice?