In tanti ci volevano essere, quelli che in gergo si chiamano social rampicanti. Ma, a ricevere il cartoncino d’invito, che di fatto era una mini guida con indirizzi per brunch e dinner, souk, bazar, mercatini e spa, sono stati solo in 300. Così Rolf Sachs, designer e presidente del Dracula Club di Saint Moritz, il circolo tra i più snob del pianeta neve, ha festeggiato a Marrakech i suoi primi 60 anni. Passeggiate sulle dune a dorso di cammello hanno aperto la 3 giorni di festeggiamenti non stop. Travestito da genio della lampada, il padrone di casa ha voluto un setting da mille e una notte e gli ospiti: tutti e 300 seduti intorno a unico tavolo, lungo lungo, illuminato a lanterne. Sotto una stellata che bucava l’oscurità del deserto, ballerine da danza del ventre e canti tuareg. Tutto suo padre, perché Rolf, in fondo, è anche figlio di quel Gunther, industriale teutonico, playboy ante-litteram e marito di Brigitte Bardot.

C’era una volta il jet set… adesso è fuffa. Aria fritta. Gunther si travestiva da Dracula, sollevava il coperchio di una finta bara e uscivano fuori le “draculine”, schiantose bellezze. Poi caricava gli amici sull’Orient Express da Parigi destinazione il suo castello in Germania. Dove cominciava la festa “Belle Epoque”. Altri tempi, migliori di questi. E non si piange neanche al Funeral Party che Rolf ha voluto per il padre: il lago ghiacciato di Saint Moritz era tempestato di 4.000 lucine, viste dall’alto, formavano la costellazione del segno zodiacale di Gunther: lo scorpione.1

Proprio in questi giorni è morto Peter Notz, il migliore amico di Gunther e suo testimone di nozze con B.B. Amavo prendere la seggiovia con lui e farmi raccontare. Lo ascoltavo come una bambina ascolta gli adulti che raccontano le storie dei grandi facendone parte i più piccoli, quando se lo meritano. Mi piaceva tanto. Mi faceva sognare sentirlo parlare degli anni ’60, visti dal di dentro, dall’interno di una bolla dorata, nella quale ha vissuto lui. Raccontava del Gunter, della Bardot, la più terribile scassamarroni che ci fosse in circolazione. Capricciosa, bugiarda e bizzosa. E ha avuto un piccolo moto di godimento, di canaglieria maschile, nel ricordare che anche il più leggendario playboy ha avuto i suoi mal di testa con una donna così. Nessuno è immune. Tutti soffrono per una donna. E Gunther, l’uomo più desiderato di un’epoca, soffrì per B.B. Lei non si presentò alla loro festa d’anniversario di matrimonio. Lo scaricò così, senza troppe spiegazioni. Una vera diva.

Che rammarico non sentire più storie così. Non è rimasto quasi più nessuno a raccontarle e il mondo pare se ne sia dimenticato. Di quel modo di vivere, di amare la vita. Di essere eleganti, gentili e scanzonati. E Peter gentile lo era davvero. Forse anche troppo. Forse negli ultimi anni, quando le forze venivano meno, la vita lo ha morso. Come un cane che viene accarezzato troppo a lungo.

A un jet set oggi ammuffito, estinto, preferisco allora il folklore verace delle feste di paese. A Brolo, borgo siciliano di pescatori, già secoli prima denominato da Catone il granaio del popolo romano, va in scena la sagra dell’acciuga, del totano, del pistacchio e via dicendo con tavole rotonde presiedute da Vittorio Sgarbi ( adesso anche maitre à penser dello slow food), laboratori creativi e sperimentali del gusto. Un pot pourri di marionette di pupi siciliani, canterini e tamburini. Il tutto per la sapiente rassegna “Marevigliosa Brolo”. Prima edizione, un mega in bocca al tonno, pardon, al lupo!
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