Dal 2016 i Pokémon, i mostri tascabili creati da Satoshi Tajiri a metà degli anni ’90, entreranno più che mai nella vita reale dei videogiocatori. Il 10 settembre scorso nel corso di una conferenza congiunta a Tokyo, Tsunekazu Ishihara, presidente e amministratore delegato della Pokémon Company, l’azienda che gestisce i diritti commerciali di Pikachu & co., ha presentato al pubblico Pokémon Go, il nuovo gioco con protagonisti i piccoli mostri per iPhone e Android.

Nei precedenti capitoli della saga — pensati per console portatili come il Game Boy o il più recente Nintendo DS — attraverso l’interfaccia grafica i giocatori entravano in un mondo immaginario per catturare il maggior numero possibile di creature, affrontando viaggi, battaglie e con la possibilità di accudire i Pokémon farli evolvere e scambiarli con amici e conoscenti. Pokémon Go permette di fare tutto ciò sul proprio smartphone. Ma, novità assoluta, in realtà aumentata. Il gioco è stato sviluppato “a sei mani” da Pokémon Company, Nintendo, azienda giapponese leader mondiale nel settore videogame, e Niantic, una start-up americana nata in seno a Google, sviluppatrice del gioco di ruolo in realtà aumentata Ingress. Il titolo, che è stato scaricato oltre 12 milioni di volte, permette ai giocatori di partecipare a vere e proprie guerre tra bande via Internet per il controllo di luoghi reali, come monumenti e piazze delle città di tutto il mondo.

In Pokémon Go, i “mostri tascabili” potranno essere localizzati tramite app nel mondo reale. Il giocatore riceverà una notifica della presenza di una “creatura” sul proprio device e, attivando lo schermo, la vedrà comparire nel luogo inquadrato dalla fotocamera e potrà “catturarla”. “Pokémon Go è una meravigliosa combinazione della piattaforma di gioco in realtà aumentata di Niantic e una dei prodotti di cultura pop più amati degli ultimi vent’anni”, ha spiegato alla stampa John Hanke, fondatore e amministratore delegato di Niantic. Secondo quanto scrive il sito di informazione tecnologica Cnet, il gioco sarà disponibile gratuitamente a partire dal 2016 su App Store e Google Play con la possibilità per i giocatori di fare acquisti tramite la stessa app.

Tra questi c’è Pokémon Go Plus, una sorta di orologio da polso a forma di Sfera Poké — lo strumento con cui nel mondo immaginario creato per la saga dei Pokémon i “trainer” catturano i piccoli mostri — che permetterà ai giocatori di attivare un segnale di localizzazione e ricevere notifiche sulla presenza di Pokémon nelle vicinanze senza dover per forza controllare il proprio smartphone. Andare al lavoro, al parco o in qualsiasi spazio pubblico non sarà più la stessa routine per i giocatori di Pokémon Go. “Negli ultimi anni sono sempre di più le persone che tengono lo sguardo fisso sullo schermo del proprio smartphone senza prestare attenzione a ciò che li circonda”, ha spiegato durante l’evento di Tokyo Ishihara. Uno degli obiettivi di Pokémon Go, infatti è quello di permettere ai giocatori di godersi il paesaggio che li circonda e, soprattutto, unirsi al network globale dei giocatori.

“Mi auguro che Pokémon Go possa diventare un gioco per persone di tutte le età”. Specialmente per Nintendo, Pokémon Go è la scommessa più importante degli ultimi anni perché segna la transizione dell’azienda di Kyoto — che ha alle spalle una storia centenaria come fabbrica di carte gioco — dalle sole console al mobile. Una scommessa su cui puntava anche Satoru Iwata, presidente e amministratore delegato di Nintendo scomparso a luglio di quest’anno. Dopo l’enorme successo del 2006 della Nintendo Wii, la prima console domestica a rinunciare ai tradizionali joypad a favore di telecomandi pensati per realizzare un’esperienza di gioco in prima persona, negli ultimi anni Nintendo ha perso terreno e assistito a un drastico calo dei propri ricavi. A dicembre 2013, lo stesso Iwata aveva annunciato tagli al proprio stipendio e a quello di altri dirigenti dell’azienda. Oggi il rilancio passa proprio dal mobile e dai Pokémon che con quasi 200 milioni di copie di giochi venduti in tutto il mondo — per un giro d’affari da circa 44 miliardi di euro — sono il titolo Nintendo di maggior successo, secondi solo a Super Mario.

di Marco Zappa