La carica dei 101. Tanti sono i giorni passati tra la finale di Berlino e il primo fischio d’inizio della nuova Champions. E sullo stesso palcoscenico la Juventus si ritrova. Batte due colpi: torna alla vittoria dopo i tre turni negativi in campionato e compie un passo importante verso la qualificazione. È solo la prima di sei partite in Europa, ma sbancare la casa del Manchester City, pur priva in partenza di Aguero e De Bruyne, vuol dire mettere una serie ipoteca sull’andamento del girone al netto di clamorosi svarioni nei prossimi due mesi. I Citizens avevano solo vinto fino a martedì sera e subìto appena solo gol. I bianconeri gliene rifilano due, oltretutto in rimonta dopo l’autogol di Chiellini, viziato da una carica di Kompany. Il modo in cui si era ritrovata sotto nel punteggio sembrava l’ennesimo segnale negativo di questo avvio di stagione da far tremare i polsi, lo sfociare naturale di una partita fino a quel momento tenuta in piedi dalle parate di Buffon, decisivo anche nel finale su Touré. Juventus gelata? No, semmai lo svantaggio è la secchiata d’acqua gelida che sveglia dal sonno profondo. Magari traumatica, ma efficace. Non è che i bianconeri siano guariti tutto a un tratto – questo lo dirà il tempo – tuttavia la vittoria in Champions è un’aspirina vitale per rimettere in piedi una squadra sull’orlo di una crisi di nervi.

Di difficile comprensione è anche la scelta di Allegri di partire con il 4-4-2, modulo mai sperimentato. Ma in realtà si rivelerà un 4-3-1-2, il suo modulo insomma, con Cuadrado che agisce sistematicamente, senza quartiere, alle spalle di Mandzukic e Morata. Mentre sostituire Marchisio, out per un mese, spetta a Hernanes con ai fianchi Sturaro e Pogba. Non si ha però neanche il tempo di notare la vera disposizione dei bianconeri che il City è già a un passo da Buffon.

L’ex centrocampista del Genoa perde banalmente un contrasto in mediana e Fernandinho ne approfitta per lanciare Sterling, al quale si oppone Buffon prima che Chiellini anticipi Silva. Lo schiaffo a freddo potrebbe terrorizzare la Juve che però non perde la testa. Nulla di eccezionale, sia chiaro. Ma per una squadra illogica e intimorita, ciò che sono stati i bianconeri  tra agosto e il primo spezzone di settembre, l’avvio sofferente sarebbe potuto coincidere con la rinuncia a spingersi verso Hart. Senza mai impegnarlo realmente, invece, prima Morata (gol in fuorigioco, annullato) poi Hernanes e Cuadrado danno segnali di vita sfruttando anche un ritmo stranamente lento dei Citizens. Tutto quel che costruisce il Manchester nasce da errori dei bianconeri: la sventola di Bony vede la luce grazie a un altro erroraccio a centrocampo; il fendente di Fernardinho che fa la barba al palo è figlio di un rinvio morbido e centrale di Lichtsteiner. Curriculum stagionale alla mano, se c’è un allenatore che non può essere contento dello zero a zero all’intervallo è Pellegrini. Non di certo Allegri che in Inghilterra cercava soprattutto una risposta mentale dei suoi.

Che arriva prepotente nell’ultima mezz’ora dopo il vantaggio del City, frutto di un autogol di Chiellini che spedisce alle spalle di Buffon un calcio d’angolo perché disturbato da Kompany. Non secondo l’arbitro e l’assistente di porta che concedono il gol. Sull’orlo del baratro, ci vuole la mano di Buffon su Sterling e Silva per salvare la Juve dal precipizio. Un doppio intervento miracoloso che diventa un segnale. Prima Sturaro tira sporco e un po’ centrale dopo una bella combinazione Mandzukic-Morata, poi sono proprio M&M a mandare gambe all’aria i piani di Pellegrini. Pogba – finalmente – mette una palla al bacio per il croato bravo a sorprendere alle spalle Kompany e a siglare il pareggio. Dieci minuti dopo lo spagnolo si inventa un gol da sballo, confermandosi attaccante di caratura europea, approfittando di un rimpallo sulla spalla di Kolarov che diventa un assist per il suo avvitamento e tiro di sinistro: palo e palla in rete. Imparabile. E imponderabile fino a venti minuti prima. Nella coda ancora Buffon tiene in piedi i suoi deviando una botta di Touré. La stagione della Juventus inizia il 15 settembre con due, forse pesanti, settimane di ritardo.