“Il Movimento porterà a casa il reddito di cittadinanza. La gente ci dia fiducia perché riusciremo a cambiare questo Paese”. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (accompagnato dal figlio Davide) sono tornati a Roma per la prima comparizione al ritorno delle vacanze estive per rilanciare uno dei temi su cui il M5S vuole costruire la futura campagna elettorale. Prima i due cofondatori hanno incontrato per pranzo gli ambasciatori di Lettonia, Finlandia, Svezia, Norvegia, Lituania, Estonia e Danimarca (“Ci hanno invitato per sapere del nostro progetto politico”, ha detto Grillo), poi la conferenza stampa a Palazzo Madama per rilanciare il ddl che da quasi un anno giace in commissione. I parlamentari grillini hanno chiesto che vengano accelerati i tempi: “Per approvare una legge non serve una minoranza, ma serve la maggioranza”, ha detto Luigi Di Maio. “Il che significa che il governo deve dare un segnale. Entro dicembre speriamo che questo segnale arrivi. Se questo reddito fosse nella legge di stabilità, questa sarebbe la più bella legge di stabilità d’Italia”. Secondo la prima firmataria Nunzia Catalfo il testo del ddl invece è stato volutamente bloccato: “Le audizioni sono durate sette mesi perciò è evidente che il provvedimento è stato rallentato”.

Non è la prima volta che i due fondatori M5S radunano la stampa per parlare del provvedimento: a dicembre 2014, quando il testo era arrivato in Parlamento, avevano annunciato l’impegno per far calendarizzare il testo il prima possibile. A quasi dodici mesi di distanza il ddl è ancora fermo in commissione. Durante la campagna elettorale per le elezioni Regionali a maggio scorso, il M5S aveva organizzato una marcia per il reddito di cittadinanza a Perugia. A sostenere il provvedimento anche Don Ciotti, presidente di Libera, che con numerose campagne ha dimostrato il proprio supporto. Senza dimenticare che esiste un testo simile di Sinistra ecologia e libertà.

A presentare il progetto di legge M5S sono stati ancora una volta i due cofirmatari Daniele Pesco e Nunzia Catalfo che da oltre un anno lavorano al progetto. “E’ una misura globale che aiutando le persone che ne hanno bisogno riuscirà a far ripartire il nostro Paese”, ha detto Pesco. “Noi siamo in fondo alla classifica dei Paesi per numero di occupati”, ha invece ribadito Di Maio, presente anche lui in conferenza stampa. “Questo deve essere l’ultimo anno in cui l’Italia è senza reddito di cittadinanza. E la legge di stabilità può essere un’occasione. Se noi approvassimo il reddito di cittadinanza a dicembre, con una legge ad hoc o inserendolo in manovra, l’Italia potrebbe crescere di 2 punti percentuali il prossimo anno, perché andremmo a mettere i soldi nelle tasche di cittadini che hanno bisogno di spenderli. La risposta del governo Renzi? Prima ci hanno detto che è incostituzionale, poi non ci hanno più contattato. Intanto alcuni presidenti di Regione hanno approvato misure simili”.

Durante l’incontro è anche intervenuto il leader M5S, per l’occasione in Senato. “Stiamo discutendo una cosa fondamentale per il Paese”, ha detto. “Siamo ancora qui a parlare di povertà. Non stiamo combattendo la povertà che è un qualcosa di esistenziale, qui stiamo parlando di miseria. Noi continuiamo a far finta che non ci sono le persone misere. Pensiamo agli ultimi: nessuno deve rimanere indietro. Abbiamo bisogno che la gente ci dia fiducia perché riusciremo a cambiarlo questo Paese. Il lavoro: sembra che la vita dipenda tutto da avere e non avere. E’ una parte importante, ma non può essere tutta la tua vita. E poi che cos’è il reddito: questo non può scaturire solo dal lavoro. Uno deve essere libero di avere un reddito, mentre il lavoro se lo deve scegliere lui”. E poi sulla flessibilità: “Arriverà e forse è anche giusto. Io vengo da una generazione che vedeva nel risparmio l’allontanamento dalla morte, la sicurezza. Ditemi voi che cos’è la flessibilità. Molta gente è convinta di avere un posto di lavoro, ma ha un posto di reddito. E per avere quel reddito sei disposto a fare qualsiasi tipo di lavoro. Qui non si tratta di fare della beneficenza: si tratta di far sì che non abbiamo una società di ricattati”. Grillo ha infine parlato dell’incontro con gli ambasciatori: “Parlare a loro di reddito di cittadinanza era una cosa difficile, perché ce l’hanno da anni. Loro, ascoltandomi, si sono stupiti, mi hanno detto che sono molto moderato. Ebbene sì, sono moderato io, tengo a bada loro”.