Fabio-Aru

Alto de Capileira, La Alpujarra. La Vuelta è arrivata fino ai piedi della Sierra Nevada ma non inganni la parola “piedi” perché oggi, nella settima tappa partita da Jódar si è scalato un gran premio della montagna di prima categoria.

Diciannove chilometri con naso all’insù fino alla linea del traguardo per scremare la classifica e così è stato. I “quattro moschettieri” che hanno animato le brevi e ripide salite delle prime tappe e occupavano i primi 4 posti della generale sono rimasti incollati ai big e, fra loro, il sorprendente Chaves, vincitore di due tappe, ha mantenuto la maglia rossa. Movistar e Sky hanno scandito il passo in salita, con due treni quasi affiancati per limare sin dalle prime rampe della salita il vantaggio dei fuggitivi della prima ora ma agli 11 chilometri dall’arrivo Valverde stoppa i suoi gregari. Che tirino altri avrà pensato il murciano, ed ecco l’Astana, che ha già dimenticato l’affaire Nibali (non potrà correre fino al 13 settembre), a fare l’andatura sperando di lanciare Aru e Landa.

Mentre lo spagnolo della squadra kazaka si staccava assieme a Chris Froome che “frullava” a vuoto, il sardo attaccava a modo suo non riuscendo però ad agguantare Lindeman e Koshevoy. Lo scatto non avrà portato la vittoria di tappa in casa Astana ma ha permesso ad Aru di scalare due posizioni, ora è ottavo, e far capire al suo team chi sia il capitano. Landa non ha perso tanto ma non era brillante, così come Froome che adesso vede crescere nella sua stessa squadra le quotazioni di Nicolas Roche. Sempre due punte in casa Movistar che con Valverde e Quintana, sornioni, attende le salite vere.

Domenica si torna a salire, l’arrivo dell’Alto de Puig Llorença, breve ma intenso sarà un occasione per dare tutto in vista del primo giorno di riposo. Nessuno si risparmierà su rampe che per alcuni tratti sfiorano il 20% e anche se i 4 chilometri totali di questo gran premio della montagna di prima categoria non saranno decisivi, potranno dare indicazioni ulteriori per questa Vuelta che a parer mio sarà molto equilibrata e si deciderà solo negli ultimi chilometri.