Di nuovo in superficie dopo essere rimasto in una grotta a un chilometro di profondità per 48 ore: lo speleologo Salvatore Manca, 45 anni, ha rivisto la luce all’alba di oggi 14 agosto. Manca era rimasto bloccato dopo essere stato colpito da un masso mentre tentava una risalita dopo una giornata di esplorazione con altri colleghi nella grotta Sa Conca e Locoli nel Montalbo, nel Comune di Siniscola, in provincia di Nuoro. Il masso che lo ha colpito durante una frana gli ha provocato una frattura sia al braccio che alla gamba. Ora le sue condizioni generali vengono definite buone: è ricoverato all’ospedale San Francesco di Nuoro. 

Le operazioni di recupero sono state molto complesse ed hanno richiesto l’intervento di un gruppo di disostruttori dal Nord Italia, per allargare un budello troppo stretto, permettendo così il passaggio della barella. L’operazione è stata gestita da 50 uomini del Cnsas, il corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, ed ha impegnato anche due squadre dei vigili del fuoco di Nuoro e i carabinieri di Siniscola. Già il 13 agosto erano state utilizzate microcariche esplosive. In tutte le ore di permanenza nella grotta, Manca è stato assistito costantemente dal personale sanitario del Cnsas: “Era su di morale rideva e scherzava forse per sdrammatizzare la situazione” raccontano i soccorritori.

L’operazione dell’estrazione dello speleologo era iniziata già alle 20 di ieri. Presente per tutta la durata del soccorso il gruppo dei tecnici speleosubacquei, fondamentali sin dai primi rilievi nei tratti completamente allagati e nei piccoli laghi, interni alla grotta. All’interno della cavità si sono avvicendati circa 50 tecnici del Cnsas che hanno sostenuto la barella col ferito nel percorso verso l’uscita usando alcuni battelli gonfiabili e diverse teleferiche nei tratti verticali. All’uscita tutte le persone che hanno contribuito ad allestire il campo base e preparare tutto l’occorrente per ristorare le squadre che si avvicendavano al lavoro, hanno contribuito anche a trasportare la barella sino al sentiero del campo base, dove si trovava l’ambulanza.