Niente aria condizionata, monitor dei voli spenti, scale mobili e ascensori bloccati. Nell’aeroporto di Fiumicino i voli sono ancora in ritardo dopo l’incendio doloso del 29 luglio, che ha distrutto 9 ettari di terreno della pineta di Focene, tanto che nel pomeriggio al Terminal 3 sono dovuti intervenire carabinieri e guardia di Finanza per riportare la calma tra i passeggeri. Ma non solo: all’indomani del rogo, è stata la volta del blackout. Dalle 11.45 alle 12.10 l’intero scalo è rimasto senza corrente elettrica a causa di un corto circuito in una cabina di media tensione. Un guasto che avrebbe potuto creare ulteriori disagi al traffico aereo dello scalo aeroportuale romano. Le operazioni della torre di controllo sono però proseguite regolarmente grazie ai gruppi di continuità assoluta di cui il sistema operativo dell’Enav è dotato. Decolli e atterraggi degli aerei, a quanto si è appreso, si sono svolti anche durante i circa venti minuti di interruzione della corrente. Ma Enac, dopo le 18, ha fatto sapere che permane una situazione di criticità soprattutto per i voli low cost.

In mattinata, gli elicotteri erano ancora in azione per spegnere dei piccoli focolai nella pineta andata in fiamme mercoledì. Il rogo, secondo la Forestale, ha avuto origine da un cumulo di rifiuti. Si tratta del secondo incendio avvenuto nell’hub dopo quello del 7 maggio, quando un cortocircuito al terminal 3 aveva causato il blocco arrivi a partenze per tutta la mattina. E otto giorni dopo il guasto di un radar era stato responsabile dei rallentamenti delle operazioni di volo.

Tensioni con i passeggeri – Momenti di tensione nel pomeriggio tra personale dell’aeroporto e passeggeri, infastiditi da ritardi e cancellazioni. Al Terminal 3 un centinaio di persone, incluse famiglie con bambini, hanno “assediato” la biglietteria della Vueling in cerca di spiegazioni per i continui ritardi. Per riportare la calma sono intervenuti carabinieri e Guardia di Finanza. “Diteci cosa dobbiamo fare – chiedeva un passeggero diretto a Palermo – siamo esasperati. Chiamate i responsabili, è da stamattina che siamo qui in fila, fatela finita”. Come lui, tanti altri, che definivano quanto stava accadendo “ai limiti del reale”. Le forze dell’ordine sono intervenute per riportare la calma. “C’è stata un pò di tensione al Terminal 3 dell’aeroporto – ha raccontato la Polaria di Fiumicino – ma grazie all’intervento degli agenti la situazione è ora sotto controllo”.

Il rogo partito da un cumulo di rifiuti – Secondo la Forestale, l’incendio di ieri è iniziato in un unico punto in un’area fortemente degradata e disseminata da numerosi cumuli di rifiuti abbandonati, sia di natura domestica che industriale. Le fiamme sono partite da Via del Pesce Luna, bordo strada, in un’area fortemente degradata e disseminata da numerosi cumuli di rifiuti abbandonati, sia di natura domestica che industriale. Per fare il punto, si è svolto nel pomeriggio un incontro presso la procura della Repubblica di Civitavecchia, tenuto dal procuratore capo Gianfranco Amendola con il capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone accompagnato dal comandante regionale per il Lazio e dal comandante provinciale di Roma.

Enac convoca Alitalia e Adr – L’Enac ha convocato Alitalia e gli “accountable manager” di Aeroporti di Roma per il 6 agosto, “al fine di verificare la rispondenza delle azioni poste in essere dopo l’incendio del 29 luglio a quanto previsto dalla normativa vigente e di ribadire obblighi e competenze a carico delle due figure che sono responsabili sia della sicurezza sia dell’operatività dell’aeroporto”. In quell’occasione la direttrice dell’aeroporto, Patrizia Terlizzi, presenterà una relazione sulle cause del black out.

Il presidente dell’ente nazionale per l’aviazione civile, Vito Riggio, ha detto in un’intervista a Repubblica che “serve un maggiore rinforzo di personale per le riparazioni e la manutenzione dello scalo”. “Occorre una vigilanza costante e continua di tutti gli apparati. AdR deve supplire alle carenze di qualche handler in difficoltà”. Quanto alle cause dell’incendio, “anche se fosse avvalorata l’ipotesi dolosa, dubito che possa essere stato un gesto contro l’aeroporto. Se un piromane sabotatore avesse deciso di prendere di mira il Leonardo da Vinci con un atto del genere, prevedendo tutte queste conseguenze, sarebbe stato un genio. Perché avrebbe dovuto tener conto di un’infinità di variabili: il vento, il punto preciso da cui partire per danneggiare le partenze”, osserva Riggio.

E lo scalo diventa “strategico” – Intanto, nonostante incidenti, malfunzionamenti e guasti, l’aeroporto giovedì si è visto riconoscere dalla commissione Lavori pubblici del Senato un “ruolo primario” tra gli scali strategici italiani con ruolo di gate intercontinentali (che includono anche Venezia e Milano Malpensa) nell’ambito del Piano Aeroporti di interesse nazionale approvato con parere favorevole del governo e alla presenza del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini. Secondo il capogruppo Pd in commissione, Marco Filippi, “aver individuato Fiumicino come hub principale, pur con i tanti problemi che quello scalo ha e che sono particolarmente evidenti in questi giorni, garantisce di poter far crescere uno scalo competitivo a livello europeo, affiancato da due potenti hub internazionali come Milano e Venezia”.

Codacons: “Passeggeri siano risarciti” – Dopo i ritardi e le cancellazioni dovute all’incendio di ieri, nel pomeriggio al Terminal 3 la tensione è salita fino a richiedere l’intervento di carabinieri e Guardia di Finanza per calmare un centinaio di passeggeri che stavano “assediando” la biglietteria della Vueling in cerca di spiegazioni per i continui ritardi.
“Migliaia di cittadini in partenza per le vacanze estive non sono riusciti a raggiungere la propria destinazione, perdendo i soldi degli alberghi già pagati, ore di villeggiatura, coincidenze con altri aerei, ecc., e subendo un danno morale e materiale non indifferente”, afferma il presidente di Codacons Carlo Rienzi.

“Il rimborso del biglietto e la riprotezione su altri voli non è sufficiente”. “Per tale motivo abbiamo deciso di offrire assistenza legale a quei passeggeri che, a causa dello stop alle partenze a Fiumicino, abbiano subito un danno specie sul fronte delle vacanze, considerando che proprio in questo periodo si registra il maggior numero di spostamenti per le destinazioni vacanziere”. Tutti i cittadini interessati ad ottenere un risarcimento danni, fa sapere l’associazione, possono inviare una mail all’indirizzo info@codacons.it e riceveranno assistenza dal Codacons per avviare le dovute azioni legali. E anche Federconsumatori ricorda che i passeggeri hanno diritto al rimborso del biglietto o alla riprotezione su un altro volo in tempi rapidi.

Osservatorio sulle liberalizzazioni delle infrastrutture: “Inefficiente gestione Benetton” – Secondo Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti, “sul caso incendio a Fiumicio sorprende l’inefficiente gestione privata dei Benetton. Che ci fossero problemi nella gestione monopolistica degli aeroporti italiani era noto come era nota la grave carenza di regolazione del ministero dei Trasporti e di Enac che ci distingue in negativo rispetto alle più efficienti gestioni del nord Europa.

Il crollo di Fiumicino gestito dai privati, in questo caso Benetton, evidenzia anche che gli extra profitti aeroportuali di questi anni sono finiti solo in minima parte negli investimenti anche se gli azionisti erano gli stessi della compagine dei ‘capitani coraggiosi’ che hanno salvato, a spese dello Stato, l’Alitalia nel 2008″. “Nel Paese dei 50 scali di cui tanti inutili e sottoutilizzati sorprende che l’unico scalo intercontinentale sia lasciato crollare in questa situazione di degrado”, aggiuge Balotta. “Gli strali di Alitalia-Etihad alle compagnie low cost, ree di abbassare l’efficienza di Fiumicino, sono inaccettabili, come pure la minaccia di abbandonare Fiumicino. In questo caso però il vettore italo emiratino potrebbe tornare a Malpensa lasciata vuota nel 2008 dopo aver preteso la sua inutile realizzazione”.