Già nel 2013 avevano “aperto” ai gay, consentendo ai giovani omosessuali di entrare a fare parte dell’organizzazione. Poi la caduta dell’ultimo “tabù”: il consiglio esecutivo dei Boy Scouts of America (Bsa, la più grande associazione scout negli Stati Uniti) ha deciso di porre fine al divieto di avere adulti leader e dipendenti apertamente gay. La decisione, approvata con 45 voti a favore e 12 contrari, avrà effetto immediato.

“Per troppo tempo questo tema ha diviso e distratto. Ora è il momento di essere uniti nella condivisa convinzione della straordinaria forza per il bene degli scout”, ha spiegato Robert Gates, presidente dell’associazione ed ex segretario alla Difesa Usa, sotto l’amministrazione Bush. Proprio Gates aveva aperto alla svolta lo scorso maggio, definendo il divieto insostenibile. Tra le ragioni del presidente dei Bsa il fatto che il divieto potesse potenzialmente diventare oggetto di azioni legali che l’organizzazione avrebbe quasi sicuramente perso.

Con questo sì ai capiscout gay da parte dell’organizzazione di Irving in Texas, anche i leader che erano stati rimossi per il divieto che era in vigore potranno ripresentare domanda di ammissione. Ma resta in vigore ancora un limite: l’esclusione per motivi religiosi. Infatti, il regolamento esclude l’adesione di atei e agnostici. La fine del divieto ha preoccupato i cattolici così come i mormoni e i battisti che, da quanto emerso, avrebbero già espresso alcuni timori.

E il fatto che resti la norma di poter escludere un leader per motivi religiosi non ha tranquillizzato: “Mi è difficile credere che, nel lungo termine, i Boy Scout consentiranno ai gruppi religiosi la libertà di scegliere i loro leader”, ha chiarito il reverendo Russell Moore, presidente delle Convenziona etica battista. “Negli ultimi anni ho visto un raffreddamento di parte delle chiese battiste sugli scout. Questo probabilmente trasformerà il raffreddamento in gelo”, ha aggiunto Moore.