L’ex presidente della Camera, Luciano Violante, si dà al pallone. Oltre a democrazia, ambiente, turismo, infrastrutture, democrazia e Pubblica amministrazione, l’associazione Italiadecide da lui presieduta, ha deciso di dedicarsi anche al calcio. Con lo scopo di suggerire le riforme che possono renderlo diverso. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo sono state organizzate quattro audizioni con nomi di primissimo piano a raccontare la situazione, come il presidente delle Federcalcio, Carlo Tavecchio, e il numero uno della Lega di serie A, Maurizio Beretta. Ma anche altri dirigenti federali, direttori sportivi, manager internazionali e responsabili della sicurezza pubblica, che hanno fornito i loro resoconti sullo stato dell’arte, su quel che funziona o non funziona. Ma cosa interessa nelle specifico alla creatura di Violante? Tutto quello che ruota intorno al pallone, in testa questioni giuridiche e fiscali. Temi che si ripercuotono sulle casse delle società attraverso le regole sui contratti dei calciatori, i diritti tv, la sicurezza degli stadi e il fair play finanziario.

VIP VIP HURRA’! L’associazione dell’ex presidente della Camera ha fissato alcuni punti base della sua attività. L’articolo 5 del suo statuto spiega che “si propone di promuovere una analisi condivisa per la soluzione dei problemi di fondo del nostro Paese per guardare al futuro attraverso strategie di medio-lungo periodo. Tra questi problemi spiccano le difficoltà del sistema decisionale, che costituisce il principale campo di ricerca”. La nascita del think tank (presidente onorario l’ex cpo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi) risale al 2008 e vede tra i soci promotori nomi di primissimo piano della politica italiana come l’attuale ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan; uno dei suoi predecessori a via XX Settembre, Giulio Tremonti; l’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato; il braccio destro di Silvio Berlusconi ed ex sottosegretario della presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Con Luciano Violante nel ruolo di numero uno. Tra i soci fondatori figurano inoltre l’imprenditore Alfio Marchini, già candidato al ruolo di sindaco di Roma, e colossi come Enel, Eni, Ferrovie dello Stato Italiano e Fondazione Roma con al fianco soci ordinari, tra cui le banche Intesa San Paolo e Unicredit, e aziende come Autostrade per l’Italia, Poste Italiane Terna, Finmeccanica e Vodafone Italia. Un parterre d’eccezione che organizza “scambi di esperienze, conferenze, dibattiti” e “studi e ricerche su specifiche questioni da sottoporre all’attenzione del mondo politico e istituzionale”, come recita lo Statuto.

FISCHIO D’INIZIO Normale dunque, dicono nel prestigioso pensatoio, che sia sbocciata anche questa attenzione per il mondo del pallone. Sia per l’interesse popolare che muove e sia per il grande business che ruota intorno. “Italiadecide fa delle ricerche scientifiche e giuridiche in tanti ambiti, e quindi anche sul calcio che è un tema rilevante per i suoi risvolti sociali e economici”, spiega l’avvocato Francesco Giuliani che segue per Italiadecide questa attività sulla riforma del calcio. “Si tratta di una ricerca assolutamente apolitica: è un’analisi tecnica fatta insieme a manager e massimi dirigenti calcistici con l’obiettivo di contribuire, dal punto di vista tecnico, giuridico e organizzativo, alla riflessione sul futuro di questo sport”. Che sbocco avrà questo lavorìo? “Stiamo elaborando i dati raccolti per mettere a punto le proposte di modifica dell’ordinamento e dell’organizzazione che gira intorno al calcio italiano”, aggiunge Giuliani: “Valutiamo la possibilità di organizzare dopo l’estate un convegno per evidenziare i temi che sono emersi. In questo incontro formalizzeremo le nostre proposte”.

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