Per quattro volte senza numero legale, il voto rinviato al 28 luglio. Non c’erano abbastanza persone presenti in Aula a Palazzo Madama e la conversione del decreto Enti locali, all’interno del quale tra le altre cose ci sono anche i contestati tagli alla sanità, è saltata: i parlamentari non hanno potuto votare nemmeno le pregiudiziali di costituzionalità del provvedimento. A mancare sono stati solo due voti (142 invece di 144): la maggior parte delle assenze erano tra le fila di Area popolare (non c’erano 19 senatori di Ncd su 36). Per il Pd ce n’erano 95 su 113 e per le Autonomie 6 su 19. La presidente di turno, Valeria Fedeli, ha quindi rinviato la seduta al 28 alle 9 : l’obiettivo sarebbe quello di arrivare al voto in serata e il governo per accelerare i tempi si prepara a presentare un maxiemendamento che riassuma la maggior parte delle modifiche e a chiedere la fiducia. “Se non vengono a lavorare di lunedì pomeriggio – ha osservato il sottosegretario Luciano Pizzetti visibilmente contrariato per le assenze – vuol dire che lavoreranno martedì sera…”.

Il Senato mezzo vuoto, tra polemiche politiche e assenze non giustificate, non ha potuto procedere con l’analisi del provvedimento. “Vergognoso decreto-legge enti locali”, ha scritto su Twitter il senatore di Forza Italia Lucio Malan, “la stessa maggioranza lo boccia”. Attacco anche dai 5 Stelle: “Tanto rumore per nulla”, ha scritto su Facebook il capogruppo grillino Gianluca Castaldi, “Renzi annuncia la necessità di votare in fretta le fantomatiche riforme del governo, ma i parlamentari in Aula sono assenti. Questo decreto è così vergognoso per i tagli alla sanità e per la cattiva gestione della spesa pubblica, che neanche la maggioranza ha il coraggio di dibattere in Aula”.

La relatrice del Pd Magda Angela Zanoni non ha nascosto le difficoltà di coperture e i casi rimasti senza soluzione nel testo: “Alcuni gravi problemi posti dai senatori, ma anche dal governo, non hanno trovato soluzione, il più delle volte per motivi tecnici o per mancanza di copertura. Solo per fare alcuni esempi: i precari della regione Calabria, l’Arpa della Puglia, la scuola europea di Parma, le problematiche del Molise. Ma la discussione avviata potrà dare i suoi frutti in prossimi provvedimenti, in primo luogo nella legge di Stabilità”.