E’ morto a 66 anni l’onorevole Willer Bordon. Eletto per la prima volta in Parlamento nel 1987, è stato ministro dell’Ambiente per il governo Amato II e ministro dei Lavori Pubblici nel governo D’Alema II, poi sottosegretario ai Beni Culturali durante il governo Prodi, infine presidente del gruppo “I democratici” alla Camera e de “La Margherita” al Senato. Ha militato in sette partiti diversi (dal Pci al Partito democratico della Sinistra fino all’Italia dei Valori e ed alla Margherita) è stato sindaco della città di Muggia (TS) per 10 anni.

Il 16 gennaio 2008 si è dimesso dal Senato in polemica contro “il declino e la corruzione della classe dirigente italiana”, così come ha poi spiegato nel libro: “Perché sono uscito dalla casta”. ”Il mio non è un atto di rassegnazione”, scrisse nella lettera di dimissioni al presidente di Palazzo Madama Franco Marini, “né un gesto aventiniano, ma un atto forte di testimonianza di chi sente il dovere di difendere le istituzioni dalla deriva di sfiducia che investe la politica”. Un suo intervento nel 2012 fu ospitato dal blog di Beppe Grillo: “Nel 2013 ci troveremo di fronte a tre scelte: votare i partiti, non ho detto centro-sinistra o centro-destra, ho detto il sistema dei partiti. L’unica scelta alternativa, lo dico con dispiacere per le persone per bene presenti nel sistema dei partiti, è il Movimento 5 Stelle. Non c’è alcun dubbio. Oppure una terza scelta, non partecipare al voto, che con l’attuale situazione può essere pericolosa, ma lecita in un sistema democratico”. Proprio per questo tra i primi commenti c’è stato quello del leader M5S: “Dimesso da senatore, morto da incensurato”, ha scritto sul blog, “un caso unico in Italia. Oggi è morto il mio amico Willer Bordon. E’ stato uno dei pochi senatori che ha dato veramente le dimissioni dal Senato e uno dei pochi che si è reso conto di cosa era diventata la politica dei partiti. Li conosceva talmente bene da aver scritto un ‘Manifesto per l’abolizione dei partiti politici'”.

Dopo l’addio alla politica è stato docente universitario presso la facoltà di Scienze Politiche dell’università “La Sapienza” di Roma, ed ha intrapreso diverse attività imprenditoriali, molte delle quali nel settore delle energie rinnovabili. Da ultimo, ha restituito alla città di Roma il Teatro Quirinetta. “Addio a un amico fraterno e un politico di razza”, ha commentato il capogruppo Pd a Montecitorio Ettore Rosato. “Non era un trasformista, semmai un innovatore. Willer ha sempre battuto strade nuove, cercando sintonia con i cittadini”.