L’Europa è spaccata e semi paralizzata, ma l’ago della bilancia pende verso i falchi. I ministri delle Finanze della zona euro in oltre 14 ore di seduta dell’Eurogruppo non sono riusciti a raggiungere un accordo unanime sul caso greco e hanno passato la palla ai leader politici allegando una bozza di durissime condizioni per Atene che però è stata solo discussa, ma non approvata. In pratica Jeroen Dijsselbloem ha un bel dire che è “stata fatta tanta strada”: quella che doveva essere la giornata decisiva a metà pomeriggio non registra altro che la frattura netta tra i Paesi favorevoli all’apertura di un nuovo negoziato con Atene e quelli che di un nuovo programma di aiuti non vogliono neppure sentir parlare, a meno che il governo Tsipras non si impegni in riforme ancora più incisive. Al punto che dopo la proposta filotedesca di una Grexit a tempo, si è parlato anche della necessità di un via libera del Parlamento greco ad alcune riforme entro il 15 luglio prima di dare il via ai negoziati veri e propri sul nuovo piano. Ma il disaccordo è reso evidente anche solo dalla durata dell’Eurogruppo, l’ultimo dei pochi fatti certi tra le molte indiscrezioni che sono trapelate a getto continuo e in ordine sparso dai due schieramenti. E all’interno di Unione di nome ma non di fatto è spiccato un solo obiettivo condiviso: fare pressione e influenzare il dibattito in corso. “La situazione è molto complicata”, ha sintetizzato il vicepresidente della commissione europea Valdis Dombrovskis.

La schiera dei falchi, inutile a dirsi, è capeggiata dalla Germania (sabato il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble ha dato il via alle danze chiedendo di mettere fuori la Grecia dall’euro per 5 anni) e annovera BelgioOlanda, Slovacchia AustriaEstoniaLituaniaLettonia. Ma anche la Finlandia il cui Parlamento ha negato l’autorizzazione a negoziare un nuovo salvataggio della Grecia, mettendo il governo a rischio di caduta se non rispetterà l’indicazione. Tanto che al termine dell’Eurogruppo il ministro delle Finanze di Helsinki, Alexander Stubb, ha tenuto a far sapere urbi et orbi che entro mercoledì la Grecia dovrà approvare le principali riforme proposte dal governo fra cui quelle su Iva, pensioni e privatizzazioni e ha spiegato che nel corso della riunione i ministri delle Finanze hanno concordato “estese condizionalità” per dare il via libera all’avvio dei negoziati. Ancora più duro il collega austriaco, Joerg Schelling, secondo il quale il parlamento greco deve approvare già lunedì le condizioni concordate all’Eurogruppo. Le colombe, invece, contano essenzialmente sulla Francia, con Hollande che ha detto senza mezzi termini che “oggi è importante difendere la concezione che abbiamo di Europa e non gli interessi nazionali”, ma anche su Bce e Commissione, con l’Italia a parole da questo lato della barricata, ma di fatto nel mezzo.

E mentre all’Eurogruppo, iniziato alle 11.40 e finito 5 ore dopo, è andata in scena un’altra riunione accesa, ma in sostanza inconcludente, il Consiglio europeo è stato invece cancellato perché secondo alcune fonti “si sta lavorando al Piano A e non più a una Grexit per cui era necessaria una preparazione a 28″. Se ci fosse il sì dei 19, la Bce è “disponibile” a continuare a sostenere già da lunedì le banche greche che altrimenti si troveranno a secco. Se cambierà la posizione della Germania, hanno spiegato ancora le fonti, anche gli altri Paesi più piccoli, ad est, baltici e nordici, dovrebbero cambiarla. “E’ una questione di dinamiche politiche” a cui si sta lavorando, per convincere Berlino ad ammorbidire la sua posizione. Il problema di fondo è sempre lo stesso: mezza Europa non si fida di Atene”.

La tensione che divide le istituzioni Ue è esemplificata dallo strappo consumatosi nella serata di sabato tra il presidente della Bce Mario Draghi, che punta al raggiungimento di un accordo, e Wolfgang Schaeuble, che ha detto irritato al primo: “Don’t take me for a fool”, cioè “non prendermi per stupido“. Da qui la scelta del presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, di evitare una rottura insanabile con l’interruzione della riunione per riprenderla domenica ad animi più rasserenati. Le contrapposizioni però restano come dimostra il rapporto finale che l’Eurogruppo ha sottoposto all’Eurosummit, che propone diverse soluzioni per la Grecia. Tra queste, come alternativa alle riforme implementate in tre giorni, figura proprio la possibilità di considerare una “uscita temporanea” del Paese dalla zona euro. Ipotesi, inserita tra parentesi e voluta dalla Germania.

Lo schieramento ostile a riprendere il dialogo con Alexis Tsipras ha poi aggiunto un’altra freccia al proprio arco: il ministro delle finanze di Malta, Edward Scicluna, ha sottolineato che il debito greco, secondo quanto emerso dall’analisi compiuta dalle istituzioni e presentata all’Eurogruppo, va ora verso il 200% del Pil dal 125% dell’inizio della crisi. Per questo motivo che molti Paesi lo ritengono insostenibile e sono scettici su un terzo programma di aiuti. “Penso che ci dovrebbe essere ora la comprensione che serve per una svolta vera  – ha detto Scicluna – dovremmo vedere misure concrete subito piuttosto che un grande pacchetto che tutti sanno essere impossibile da implementare”.

Insomma, il weekend della verità per la Grecia, che è partito malissimo, è continuato peggio, dunque. I “falchi” si sono levati, spazzando via l’ottimismo diffuso dalle “colombe” fino alla vigilia. Il capo dell’ala dei duri, Schaeuble appunto, è rigidissimo: non crede a Tsipras, “ha fatto di tutto per minare la fiducia”, dice. Dopo che i “tecnici” dell’ex Troika avevano promosso il piano greco, offrendo aiuti per oltre 70 miliardi di euro, la resa dei conti ora è tutta politica e solo i leader possono decidere le prossime mosse. Pur sapendo che non hanno armi per espellere la Grecia dall’euro visto che i trattati non prevedono l’espulsione di un Paese dalla moneta unica. Dal canto suo Atene con una situazione simile non ha molte carte da giocarsi. E nel migliore dei casi, con un accordo, le condizioni saranno durissime.

CRONACA ORA PER ORA

16.30 – L’Eurogruppo si chiude senza un accordo e con una bozza non approvata. Al via il summit dei leader politici
“Abbiamo fatto molta strada e risolto molti punti, ma ci sono ancora alcuni grandi temi da affrontare. Ora informeremo i leader in modo che possano discutere e, speriamo, decidere”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, arrivando alla riunione dell’Eurosummit.

15.26 – Hollande: “Francia farà di tutto per raggiungere l’accordo oggi”
“La Francia farà di tutto per raggiungere un accordo oggi permettendo alla Grecia di restare nella zona euro. Oggi è importante difendere la concezione che abbiamo di Europa e non gli interessi nazionali”: così il presidente François Hollande secondo cui “non esiste una Grexit temporanea: o c’è Grexit oppure no”.

15.24 – Merkel: “No ad accordo a ogni costo”
“Non ci sarà un accordo a qualunque costo – ha detto la cancelliera tedsca Angela Merkel al suo arrivo all’Eurosummit – i negoziati saranno durissimi, la valuta più importante che si è persa è la fiducia“.

15.12 – Tsipras: “Possibile accordo oggi se tutti lo vogliono”
“Possiamo raggiungere un accordo, se tutte le parti lo vogliono”. Lo ha detto il premier greco, Alexis Tsipras, arrivando alla riunione dell’Eurosummit sulla Grecia. Il premier greco si è detto “pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un’Europa unita e non divisa”.

14.36 – Fonti Bce: “Nessuno scontro Draghi-Scaeuble”
“Non c’è stato nessuno scontro” fra il presidente della Bce, Mario Draghi, e il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, ma “solo uno scambio di vedute durante il dibattito”. E’ quanto dichiarano fonti Bce in merito alle ricostruzioni su quanto avvenuto all’Eurogruppo di sabato.

14.26 – “Nel documento Eurogruppo anche Grexit temporanea”
L’Eurogruppo sta lavorando ad un rapporto da sottoporre all’Eurosummit, dove propongono diverse soluzioni per la Grecia, tra cui la possibilità di considerare una “uscita temporanea” dalla zona euro. Ipotesi, inserita tra parentesi, voluta dalla Germania. E’ quanto si apprende da fonti Ue.

14.18 – Russia “Valutiamo forniture di carburante ad Atene”
“La Russia intende appoggiare il rilancio dell’economia greca ampliando la cooperazione nel settore energetico – ha detto il ministro dell’Energia russo Alexander Novak, secondo quanto scrive Interfax – in questo contesto stiamo studiando la possibilità di organizzare distribuzione di carburante allo Stato greco”.

13.28 – Incontro Juncker-Tusk-Merkel
Incontro a tre a Bruxelles tra il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, la cancelliera Angela Merkel, ed il presidente del consiglio europeo Donald Tusk per parlare di Grecia. Lo indicano fonti del Ppe.

13.26 – Fonti Ue: “Obiettivo accordo all’Eurosummit”
“L’obiettivo è raggiungere un accordo già stasera a livello di capi di stato e di governo dell’Eurozona per avviare i negoziati” con la Grecia. Così fonti europee hanno spiegato che la cancellazione del vertice a 28 è stato deciso perché “si sta lavorando al Piano A e non più a una Grexit per cui era necessaria una preparazione a 28″.

13.08 – Lussemburgo: “Germania rischia di spaccare l’Europa”
La Germania rischia di spaccare l’Unione Europea. Lo dichiara al Sueddeutsche Zeitung, secondo quanto riporta Bloomberg, il ministro degli Esteri lussemburghese, Jean Asselborn: Berlino provocherebbe con la Francia “un conflitto di vasta portata” e “catastrofico per l’Europa” insistendo su una uscita temporanea della Grecia dall’euro.

12.19 – Sipila, premier finlandese: “Proposte di Atene sono insufficienti”
Le proposte della Grecia sono “del tutto insufficienti per aprire i negoziati”. Lo ha spiegato il premier finlandese Juha Sipila parlando ad Helsinki, secondo quanto riporta Bloomberg, sottolineando che si deve fare “ancora molto per andare avanti”. Il governo finlandese, ha aggiunto, è “unanime” nella posizione sulla crisi greca.

12.14 – Stubb (Finlandia): “Accordo molto lontano”
Un accordo tra la Grecia e gli altri 18 paesi dell’eurozona è “ancora molto, molto lontano”, e in una scala da 1 a 10 è “da qualche parte tra 3 e 4”, ha detto il ministro finlandese delle finanze Alexander Stubb, che ha smentito essere la Finlandia l’unico paese a bloccare un’intesa data la “situazione molto difficile”. Stubb si è però detto “ancora speranzoso” su un accordo.

11.31 – Padoan: “Possibile accordo, ma Atene faccia riforme da domani”
“Continuiamo a lavorare per raggiungere un accordo, che non è per concludere un deal ma per iniziare i negoziati – ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, arrivando alla riunione dell’Eurogruppo – ci sono le condizioni per farlo, auspichiamo che il governo greco prenda iniziative concrete a partire da domani. Il maggior ostacolo a un accordo è la carenza di fiducia”.

10.48 – Padoan: “Ci sono le condizioni per l’accordo”
“Continuiamo a lavorare per raggiungere un accordo, che non è per concludere un ‘deal’ ma per iniziare i negoziati, e noi riteniamo che ci siano le condizioni per farlo”. Così il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan all’arrivo all’Eurogruppo. La Grecia però deve “prendere iniziative concrete a partire da domani” per ricostruire la fiducia.

10.27 – Renzi: “Non posso immaginare un’Europa senza Grecia”
“Non posso immaginare un’Europa senza Grecia”. E’ quanto sottolinea il premier Matteo Renzi nel corso di un’intervista ad Al Jazeera, secondo le anticipazioni lanciate via Twitter dall’intervistatrice Barbara Serra.

10.16 – Ministro Finlandia: “Molti dubbi, difficile definire condizioni”
“Ho ancora molti dubbi, la strada per la definizione delle condizioni è molto difficile”: cosí il ministro delle finanze finlandese Alexander Stubb entrando all’Eurogruppo. Stubb ha spiegato che si sta provando a definire le condizioni che Atene dovrà rispettare per ottenere gli aiuti, ma sulla lista delle riforme che deve compiere prima dell’ok non c’è ancora consenso.

10.00 – Dombrovskis: “Improbabile soluzione oggi”
“La discussione è complicata è improbabile che riceveremo oggi il mandato a negoziare”: lo ha detto il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis entrando all’Eurogruppo. La riunione dei ministri “potrà solo preparare l’Eurosummit dove ci saranno altre discussioni”, ha aggiunto.

9.58 – Grecia, Tusk ha annullato l’Eurosummit a 28
Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha cancellato il summit Ue a 28. Lo rende noto su Twitter. Tusk ha appena visto il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem che l’ha aggiornato sugli ultimi sviluppi dell’Eurogruppo che riprende alle 11. Alle 16 rimane in calendario il vertice tra i 19 leader dell’Eurogruppo.

I have cancelled #EUCO today. #EuroSummit to start at 16h and last until we conclude talks on #Greece

— Donald Tusk (@eucopresident) 12 Luglio 2015