Era nell’aria, ed è arrivato puntuale: la Procura di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio per Antonio Conte. Secondo il pm Roberto Di Martino, il ct della nazionale deve andare a processo per frode sportiva in relazione alla partita di serie B Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011. Archiviata invece l’accusa relativa a Novara-Siena del 30 aprile precedente così come l’accusa di associazione a delinquere, che rimane invece per alcuni degli altri 103 indagati per i quali gli inquirenti hanno chiesto il rinvio a giudizio. Tra questi figurano gli ex calciatori Cristiano Doni e Beppe Signori (considerati tra i personaggi chiave dell’inchiesta sul calcioscommesse) olre all’ex tecnico dell’Atalanta Stefano Colantuono.

Sarebbero almeno 200 le partite sospette – tra queste non Napoli-Chievo del 31 maggio 2009, prescritta – e per sessanta c’è un’imputazione, otto invece sono prescritte. Una coinvolge l’allenatore della nazionale, comunque in una botte di ferro secondo quanto nelle scorse settimane ha lasciato intendere il presidente della Figc Carlo Tavecchio (“Un rinvio a giudizio non equivale a una condanna”). Bisognerà però capire come reagirà lo stesso commissario tecnico, poiché l’eventuale processo sarà con ogni probabilità in corso durante l’Europeo della prossima estate in Francia e l’ex allenatore di Juventus e Siena aveva lasciato trapelare tutto il suo malumore per questa possibilità. Da un lato vorrebbe affrontare con serenità, senza continui rimandi al calcioscommesse, l’avventura con la nazionale; dall’altro ha intenzione di dimostrare la sua innocenza fino in fondo, ma questo proposito cozza con i tempi della giustizia che, nel caso la richiesta dell’accusa venga confermata dal giudice, saranno inevitabilmente più lunghi dell’anno che manca alla competizione continentale a meno che non chieda il giudizio immediato saltando l’udienza preliminare.

Per Albinoleffe-Siena, Conte è già stato condannato dalla giustizia sportiva perché ritenuto colpevole di omessa denuncia (dieci mesi di squalifica, poi ridotti a quattro dal Tnas). E in passato il gip aveva scritto che sulla “manipolazione” della partita “non esistono dubbi”. In un verbale, l’ex portiere del Siena, Ferdinando Coppola, sottolineava come due suoi compagni di squadra, Carobbio e Terzi, dissero a Conte che in caso di “impegno” contro l’Albinoleffe “ci avremmo rimesso la faccia in quanto vi era un accordo con i predetti nel senso che li avremmo fatti vincere qualora a noi non fosse stato necessario un risultato diverso”. Ma nella memoria difensiva, gli avvocati di Conte hanno ribadito a più riprese che il commissario tecnico “nulla fece di quanto in suo potere” per assecondare la combine e citano proprio Coppola che riferì come l’allora allenatore del Siena “spronò la squadra e decise di far giocare i più motivati”. Resta la figura di Filippo Carobbio, molto discussa, perché le accuse lanciate a Conte non sono mai state confermate dai suoi compagni di squadra, eppure le parole del calciatore “pentito” sono alla base della squalifica della giustizia sportiva (l’attuale ct disse a riguardo: “Carobbio è pappa e ciccia con la Figc…”) e anche di quella penale. Rinvio a giudizio per associazione a delinquere, invece, per Daniele Bracciali e Potito Starace, protagonisti nell’inchiesta sul tennis nata da quella del calcioscommesse. I fatti contestati vanno da fine 2007 all’estate 2011.