La Formula 1 torna sul suo tracciato storico, dove tutto ebbe ufficialmente inizio. Nel week end si corre sul circuito di Silverstone, sede della prima gara del campionato del mondo. Era il 13 maggio 1950, quando nell’aeroporto militare usato dalla Raf durante la Seconda guerra mondiale, le monoposto diedero vita al primo gran premio. Vinse Giuseppe Nino Farina a bordo di un’Alfa Romeo, che monopolizzarono il podio con Luigi Fagioli e Reg Parnell, inaugurando una tradizione anglo-italiana che ancora oggi resiste nei record della pista.

Le prime volte a Silvestrone
Qui infatti la Ferrari conquistò la sua prima vittoria in Formula Uno con Josè-Froilan Gonzalez il 14 luglio dell’anno successivo. Da quella data nel corso delle edizioni del Gran Premio di Gran Bretagna – che in alcuni stagioni si è corso su altri due circuiti – il Cavallino ha tagliato il traguardo per primo in 16 occasioni, inanellando anche 15 pole e 51 podi. L’ultima vittoria risale però a quattro anni fa con Alonso. Da allora, la Rossa non ha mai più dominato nel Northamptonshire, un successo che Vettel e Raikkonen sono chiamati a rinfrescare. Ma Silverstone evoca dolci ricordi anche alla Williams che in Inghilterra ha vinto il suo primo gran premio e a Gilles Villenevue, svezzato sull’asfalto di Silverstone nel 1977. Si qualificò nono e chiuse all’undicesimo posto a bordo di una McLaren M23.

I record individuali
Il re della pista è un profeta in patria: Jim Clark. Il pilota scozzese ha tagliato il traguardo in prima posizione per cinque volte al Gp di Gran Bretagna, quattro dei quali corsi a Silverstone. Un successo in meno sono riusciti a raggiungere Michael Schumacher e Nigel Mansell. Il Leone d’Inghilterra ha contribuito a irrobustire la tradizione sulla pista di casa dove hanno vinto anche Lewis Hamilton nel 2008, John Watson, David Coulthard per due volte e Damon Hill nel 1994. Nessuno è però riuscito a salire sul podio più del campione tedesco della Ferrari e di Alain Prost: entrambi sono arrivati almeno terzi in sette occasioni. Un record difficilmente attaccabile, come molte delle leggende che nascono a Silverstone. Basti pensare che la pole position raggiunta da Keke Rosberg nel 1985 è rimasta la più rapida della storia per sedici anni. Un’impresa possibile grazie alla principale caratteristica del circuito, la velocità, ridotta poi dalle modifiche del 1991 che limitarono il mito.

Hill-Schumacher, che scintille
Per due anni consecutivi Damon Hill e Michael Schumacher hanno messo in scena una battaglia irreale sulle curve del tracciato inglese. La scintilla fu l’affronto del tedesco durante il gran premio del 1994, quando superò Hill durante il giro di ricognizione e decise di ignorare la penalità, correndo la gara fino al termine nonostante sventolasse bandiera nera. E venne ovviamente squalificato. L’anno dopo, in lotta per il mondiale piloti, i due diedero vita a un’altra spettacolare giornata di qualifiche e se le diedero di santa ragione anche per i primi 46 giri della corsa. Poi la clamorosa collisione durante un tentativo di sorpasso. Non fu l’ultima, visto che qualche settimana più tardi replicarono a Monza.

Il record rosa del Gp di Gran Bretagna
Nel 1976 il Gran Premio di Gran Bretagna non si corse a Silverstone, ma fu il palcoscenico di una parentesi storica. L’asfalto di Brands Hatch, casa della Formula 1 nel Regno Unito per dodici volte tra gli Anni Sessanta e gli Ottanta, si colorò di rosa come mai più. Per la prima e unica volta si iscrissero alla gara due piloti donne. Ma né Lella Lombardi né la poliedrica Divina Galica, ottima al volante come sugli sci, riuscirono a qualificarsi alla gara.