Sarebbe un sogno avere un’Africa fascista e nazionalista. Un nero dovrebbe essere più nazionalista degli altri, visto quello che è successo nella storia”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “Ecg Regione Lazio”, su Radio Cusano Campus, da Paolo Talla Diop, l’attivista della lista civica di destra “Sovranità – prima gli italiani” e fan entusiasta di Matteo Salvini. Il ventisettenne, di adozione marchigiana e originario del Senegal, minimizza le taglienti critiche che sul suo profilo facebook vengono a lui rivolte dai connazionali: “Mi accusano di essere un traditore. Ma se in Senegal ci fosse stata la stessa emergenza dell’immigrazione che abbiamo in Italia, quei senegalesi si sarebbero comportati come me. Quindi, hanno un problema di ipocrisia. In Africa si dovrebbe risvegliare un orgoglio nazionale forte, c’è bisogno di una identità. Dovremmo avere un vero partito di destra nel mio Paese e invece lì cambiano presidenti ogni 2-3 mesi, non c’è stabilità politica, né democrazia”. Paolo racconta con toni infervorati il raduno leghista di Pontida, a cui ha partecipato: “E’ stata una bellissima esperienza. Sono stato benissimo, i leghisti mi hanno accolto molto calorosamente. Dicono che sono razzisti. A me non è sembrato. Qualcuno mi guardava stupito, come un giornalista del Tg2, manco fossi stato un extraterrestre. Anche Borghezio, che era lì, mi ha osservato sorpreso, mi ha tenuto a distanza. Ma si tratta di leghisti della vecchia retroguardia, che a me non piacciono, anche se li rispetto perché sono i pionieri della Lega”. E su Salvini, che su facebook chiama ‘mio capitano’, puntualizza: “Io sono un salviniano. Se non ci fosse Salvini, la Lega tornerebbe al 3%. Quindi, o con Salvini o niente”. Il giovane poi contesta chi ha festeggiato l’orgoglio LGBT colorando d’arcobaleno la propria foto del profilo facebook (“odio queste mode, si combatte per i diritti in altro modo”) e racconta la sua esperienza di arbitro di calcio: “Da quando sono entrato in politica, non mi chiamano più per arbitrare le partite. Mi hanno anche mandato una lettera di richiamo e costretto a cancellare un mio post su facebook”  di Gisella Ruccia