Un appello alla “solidarietà e alla responsabilità” e un invito a dire no a “isterie ed egoismi“. A pochi giorni dal vertice Ue dei 28 Stati membri che dovrà decidere sul piano di ripartizione dei richiedenti asilo proposto dalla Commissione Ue (meccanismo d’urgenza obbligatorio di ripartizione su scala europea di 40mila richiedenti asilo – 24mila dall’Italia e 16mila dalla Grecia – eritrei e siriani, in due anni) , Matteo Renzi affronta il tema dell’immigrazione nel corso dell’incontro a Expo con il presidente francese, François Hollande. “Non ci attendiamo che qualcuno risolva i problemi al posto nostro – ha detto il premier al capo di Stato francese – ma pensiamo debba prevalere il binomio solidarietàresponsabilità. In Italia il numero dei migranti è lo stesso dello scorso anno. Quindi no a isterie, ma no a egoismi”.

L’immigrazione, ha aggiunto il presidente del Consiglio, “è un fenomeno di portata storica” e “sta riguardando Ventimiglia, Calais e altre zone in Europa”. “Quando qualcuno vorrebbe costruire dei muri in Europa – ha proseguito Renzi – avremmo bisogno di trovare delle soluzioni tecniche”. “Oggi non vedo grandi spazi per la revisione dei trattati, non credo che la firma dell’accordo di Dublino (che obbliga i richiedenti asilo a restare nel Paese in cui inoltrano la richiesta, ndr) sia stata una buona idea soprattutto per l’Italia”.

E’ arrivato il momento di trovare soluzioni e “la soluzione la si trova solo agendo con un senso di solidarietà umana – ha detto Renzi- se non dovesse esserci, l’Italia è pronta a fare da sola e “a mettere in campo il piano B“. Un piano di emergenza il cui cuore sarebbero i permessi temporanei che l’Italia concederà ai richiedenti asilo per permettere loro di varcare la frontiera e circolare in Europa.

Hollande, tuttavia, rimane fermo sulla posizione tenuta finora e ribadisce il no al sistema delle quote in base al quale ogni Paese membro dell’Unione dovrebbe accogliere una parte dei richiedenti asilo giunti sulle coste italiane e greche: “La formula delle quote non è da prendere in considerazione, è chiaro che oggi dobbiamo trovare altre formule”, scandisce il presidente francese. Quello dell’immigrazione “è un problema che riguarda tutta l’Europa”, ha aggiunto Hollande, ma è vero anche che “noi – e quando dico noi mi riferisco all’Europa – abbiamo il dovere di aiutare l’Italia ad accogliere queste persone. In nome dei valori europei”.

“Due sono i principi” che uniscono Italia e Francia “per affrontare il tema della migrazione”, ossia la responsabilità cioè che “ognuno deve fare ciò che gli spetta” e poi “la solidarietà, siamo tutti insieme, uniti, non c’è un Paese che deve portare il fardello” dell’emergenza, è la risposta di Hollande, durante una conferenza stampa congiunta. “Non è che perché l’Italia è a sud” allora deve assumersi tutto il peso, ha specificato il capo dell’Eliseo, secondo cui “non spetta all’Italia assumersi da sola la missione dei rimpatri” ma all’Unione europea.