“Gli esponenti politici che avevano appoggiato il mio progetto si sono squagliati. Non riesco neppure più a parlare con loro al telefono. L’assessore ai diritti, Elena Fiorini, mi ha fatto sapere dalla segretaria che non interverrà alla cerimonia di inaugurazione del monumento alla ludopatia, venerdì 26 giugno. Sento una cattiva aria attorno a me. So di aver toccato interessi potenti. Temo per la mia incolumità e per quella della mia famiglia”. Alfonso Bonavita è uno scultore genovese noto in Italia: le sue opere compaiono nei cataloghi di diverse case d’asta. Ha chiesto e ottenuto dal comune di Genova e dal Municipio Centro Ovest di installare a proprie spese un monumento, battezzato “Game over”, che vuole essere un monito contro il fenomeno del gioco d’azzardo. Una piaga sociale devastante nella delegazione di Sampierdarena, primo ponente genovese, dove le sale da gioco e le slot machines si sono moltiplicate.

Spiega Bonavita a ilfattoquotidiano.it: “Sono stato testimone diretto e indiretto di storie drammatiche nelle quali persone di mia conoscenza hanno visto la loro esistenza distruggersi, giorno dopo giorno. Nuclei familiari disgregarsi. Tragedie umane consumarsi nell’indifferenza generale, avvolte in uno stato di vergogna, umiliazione, quindi disperazione, desiderio di morte. Un Paese civile, evoluto, può tollerare tutto questo? Certo che no”.

Ottenuti tutti i permessi, incassato l’incoraggiamento e il plauso addirittura del premier Matteo Renzi e del presidente del Senato Pietro Grasso (entrambi gli hanno indirizzato lettere personali) e il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri, Bonavita si è dato da fare e con l’aiuto di alcuni volontari in un mese ha assemblato e innalzato il simbolico monumento. La sua iniziativa in prima battuta aveva ottenuto l’appoggio del consiglio del Municipio che con apposita delibera l’aveva caldeggiata invitando la giunta comunale a predisporre gli strumenti tecnici per la sua realizzazione. Lo scultore aveva chiesto di sistemarla in piazza Vittorio Veneto, nel centro di Sampierdarena, ma la scelta era poi caduta su largo Iursè, in un punto comunque molto frequentato.

L’installazione sorge a poche decine di metri dalla Fiumara, un agglomerato di sale cinematografiche, centri commerciali e edifici residenziali fra Sampierdarena e Cornigliano. E’ la metafora in negativo dell’albero della cuccagna. Un palo di ghisa alto oltre dieci metri, conficcato su un basamento di calcestruzzo che raffigura un dado da gioco. Al palo sono aggrappate due figure (un uomo e una donna) realizzate in vetroresina, impigliate in una rete, mentre cercano di raggiungere alcuni sacchi gonfi di denaro.

Ma una parte del consiglio del Municipio si era schierata contro il monumento. Ancora Bonavita. “Il capogruppo del Pd Daniela Minetti e quello dell’Idv Fabrizio Maranini sono sempre stati ostili al progetto e lo hanno detto in sede di commissione. Lo si legge anche sul gruppo Facebook Noi di Sampierdarena, da cui sono stato “bannato” perché non potessi prendere parte alla discussione specifica sul progetto. Ne ho letto sui pc degli amici”. Commento dell’assessore alla cultura del Municipio, Agostino Calvi: “Quando si percepisce il malumore di una parte della popolazione ci si regola di conseguenza. E’ la democrazia…”.

Franco Marenco è il presidente del Municipio Centro-Ovest, ha partecipato alla corsa delle regionali nel ticket presidenziale di Raffaella Paita: “Perplessità ne avevamo ma circa l’estetica del monumento, tuttavia il gusto rispetto ad un’opera d’arte è soggettivo. Temevamo piuttosto che passasse il messaggio sbagliato, ossia che il monumento fosse percepito come uno spot a favore, e non contro, il gioco d’azzardo. Il progetto è passato tre volte in commissione e infine è stato approvato dalla giunta del Municipio. Nel 2010 avevamo sollevato la questione del gioco d’azzardo. A Sampierdarena le sale da gioco spuntavano come i funghi. E’ stata approvata una legge regionale nonché un regolamento comunale molto severo. Da allora il numero delle sale è rimasto invariato, sono una ventina e sei o sette si trovano in via Avio e in via Molteni, proprio alle spalle del monumento”. Nessuna minaccia, nessuna pressione, dice Marenco, da parte dei gestori del gioco d’azzardo legalizzato che pure sono rimasti vigili sulla vicenda . “Noi siamo andati avanti per la nostra strada. Quanto all’inaugurazione la data andrà concordata”.

Dall’ufficio del sindaco Marco Doria fanno sapere di non essere al corrente degli sviluppi e che la data dell’inaugurazione non è stata ancora fissata. Il sindaco è uno dei più decisi avversari delle sale da gioco e ha ispirato il regolamento comunale in materia. Ilfattoquotidiano.it ha cercato di mettersi in contatto con l’assessore Fiorini, senza successo. Ultimo step, l’interpellanza del consigliere Cinque Stelle Boccaccio, alla quale l’assessore Gianni Crivello (Lavori pubblici) ha risposto in consiglio comunale, fornendo dati e costi sul progetto. “La convenzione Comune-Bonavita dura dieci anni ed è a costo zero per l’Erario”, spiega Crivello.