Da 28 giorni è Opera, carcere di massima sicurezza perché le autorità tunisine sostengono abbia dato un contributo alla strage del museo del Bardo in cui morirono anche quattro cittadini italiani. Oggi Abdel Majid Touil, 22 anni, marocchino, che per la Procura di Milano e gli investigatori della Digos era in Italia nel giorno dell’attentato, davanti ai giudici della V corte d’Appello – che dovrà decidere sull’istanza di scarcerazione presentata dal difensore e sul mandato di arresto emesso dalla Tunisia – ha dichiarato nuovamente di essere “innocente” e ha spiegato di “aver fiducia nella giustizia” e nei magistrati italiani dai quali vuole essere “giudicato”. Il giovane marocchino, che è arrivato in Italia su un barcone e del cui passaporto era stato denunciato lo smarrimento, continua a chiedere: “Se non ho fatto niente, non devo temere niente, vero?”. In sostanza ha chiesto di nuovo di non essere estradato in un Paese dove per altro è prevista la pena di morte.

L’avvocato Silvia Fiorentino, difensore di Touil, ha spiegato che il ragazzo, in carcere a Opera in una cella di alta sicurezza, appare “provato. Sta subendo una carcerazione pesante e difficile – ha aggiunto – per via del fatto che non parla l’italiano e, dunque, non riesce a comunicare se non con un interprete”. Secondo il legale il carcere “è una misura esageratamente afflittiva e non c’è pericolo di fuga” e ha chiesto la sostituzione della misura cautelare in obbligo di soggiorno nel comune di Gaggiano, dove Touil abitava con la madre e i fratelli prima dell’arresto, e in subordine gli arresti domiciliari sempre nell’abitazione dei suoi familiari. “Ritengo – ha detto l’avvocato – che il pericolo di fuga sia insussistente e che le esigenze cautelari siano notevolmente diminuite, in base a quello che abbiamo saputo sulla sua vita”.

Al momento da Tunisi non è arrivata alcuna richiesta formale di estradizione e nemmeno, quindi, il fascicolo con le carte dell’accusa. La richiesta avanzata dall’avvocato si basa anche sul fatto che la famiglia di Touil “è ben radicata a Gaggiano, regolare e ben inserita nel tessuto sociale. In base a tutto ciò credo che una misura meno pesante sia sufficiente”. Il pg ha dato parere negativo e la corte deciderà entro cinque giorni. Anche se “scaduti” 40 giorni dall’arresto in assenza di documentazione il giovane dovrà essere liberato.