“Non bisogna abusare della categoria dei diritti umani volendo farvi rientrare pratiche e comportamenti che, invece di promuovere e garantire la dignità umana, in realtà la minacciano o addirittura la violano”. È il monito che Papa Francesco ha rivolto al Consiglio superiore della magistratura ricevuto in Vaticano. Bergoglio non cita esplicitamente la teoria del gender ma, parlando a braccio, sottolinea che “tante volte quando mi riferisco a questi problemi parlo di colonizzazione ideologica. Ma il riferimento è anche al dibattito sulle nozze gay.

Per il Papa “la stessa globalizzazione porta infatti con sé anche aspetti di possibile confusione e disorientamento, come quando diventa veicolo per introdurre usanze, concezioni, persino norme, estranee a un tessuto sociale con conseguente deterioramento delle radici culturali di realtà che vanno invece rispettate; e ciò per effetto di tendenze appartenenti ad altre culture, economicamente sviluppate ma eticamente indebolite”. Bergoglio non ha dubbi: in uno scenario che definisce “di scosse profonde delle radici culturali”, è “importante che le autorità pubbliche, e tra queste anche quelle giurisdizionali, usino lo spazio loro concesso per dare stabilità e rendere più solide le basi dell’umana convivenza mediante il recupero dei valori fondamentali”.

Francesco torna anche a condannare la corruzione. “Fenomeni come l’espansione della criminalità, nelle sue espressioni economiche e finanziarie, e la piaga della corruzione, da cui sono affette anche le democrazie più evolute – ha spiegato il Papa al Csm – possono trovare un argine efficace. È necessario intervenire non solo nel momento repressivo, ma anche in quello educativo, rivolto in modo particolare alle nuove generazioni, offrendo un’antropologia e un modello di vita in grado di rispondere alle alte e profonde ispirazioni dell’animo umano”. Bergoglio ha voluto anche precisare che “ogni pronunciamento giudiziario varca il confine del singolo processo, per aprirsi e diventare l’occasione in cui tutta la comunità (‘il popolo’, nel cui nome sono pronunciate le sentenze) si ritrova intorno a quella regola, ne riafferma il valore e in tal modo, cosa ancora più importante, si identifica in essa”. Infine, il Papa ha voluto ricordare Vittorio Bachelet a 35 anni dalla morte per mano delle Brigate Rosse: “La sua testimonianza di uomo, di cristiano e di giurista continui ad animare il vostro impegno al servizio della giustizia e del bene comune”.

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