“Il Parlamento prende atto dell’evolversi della definizione di famiglia. E raccomanda che le norme in quell’ambito tengano in considerazione fenomeni come le famiglie monoparentali e l’omogenitorialità”. Così il Parlamento europeo, approvando a larga maggioranza una risoluzione non vincolante sull’uguaglianza di genere, parla per la prima volta in maniera così esplicita della famiglia gay. La votazione ha visto 341 europarlamentari favorevoli, 281 contrari e 81 astenuti.

L’Aula di Strasburgo, quindi, chiede che la nuova strategia dell’Unione europea per la parità di genere sia dotata di obiettivi chiari, azioni concrete e un monitoraggio più efficace per progredire nella lotta alla discriminazione nel mercato del lavoro, nell’istruzione e nel processo decisionale. Il Parlamento Ue aggiunge che sono necessarie azioni specifiche per rafforzare i diritti delle donne disabili, migranti, appartenenti a minoranze etniche, delle donne Rom, delle donne anziane, delle madri single e dei Lgbt.

Presidente Gaynet Italia: “Enorme svolta culturale”
Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia ha espresso soddisfazione per la risoluzione di Strasburgo dicendo che “come movimento lgbt andiamo dicendo da sempre che quella omosessuale è una famiglia come tutte le altre, con le stesse dinamiche e con gli stessi problemi. Ora a riconoscerlo solennemente è proprio l’Ue, che chiede anche che le norme in quell’ambito tengano in considerazione fenomeni come le famiglie monoparentali e l’omogenitorialità. Sotto il profilo culturale la svolta è enorme e fa piazza pulita del delirante ‘complotto gender’ di cui parla a vanvera il Vaticano”.

Vendola: “Passo avanti. In Italia invece politica balbetta”
Il presidente di Sel, Nichi Vendola, scrive su Twitter che è stato fatto “un altro passo in avanti in Europa sui diritti di tutte le persone. In Italia, invece, la politica balbetta. E non è riuscita neanche a dire no, finora, alle pretese della sentinella della morale Alfano e alle sue ottuse circolari”.

Maraniello, Ncd: “Poco importa, l’Italia se ne frega”
Diverso invece il giudizio del presidente della commissione Ambiente del Senato Giuseppe Marinello, che parla a nome dei senatori di Ncd. Secondo lui “poco importa se il Parlamento Europeo riconosce famiglie gay: l’Italia se ne frega altamente”.